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Agricoltura | lunedì 07 agosto 2017, 12:14

Vendemmia: caldo e siccità hanno anticipato il raccolto

Ed è per questo che l’intero settore guarda con una certa preoccupazione la scelta della Camera di Commercio di Cuneo di avviare nuovamente la rilevazione dei prezzi delle uve provinciali a denominazione, con la pubblicazione dei prezzi l’11 novembre

Complici il grande caldo e la prolungata siccità, in provincia di Cuneo la vendemmia 2017 è iniziata con un paio di settimane di anticipo rispetto l’anno scorso. Come da tradizione, i primi grappoli a essere stati staccati sono quelli di pinot noir e chardonnay base spumante, che diventeranno Alta Langa docg: alcuni viticoltori hanno iniziato a raccoglierli addirittura la prima settimana di agosto, mentre la maggior parte ha atteso dopo il 10 agosto. Precoce anche la vendemmia del moscato, iniziata nei giorni scorsi nei vigneti più giovani ed esposti al sole per la produzione dell’altro spumante Docg del territorio: l’Asti e il Moscato d’Asti. Dolcetti e arneis sono attesi da inizio settembre e via di seguito arriverà il turno per barbera e per i nebbioli da Roero, Barbaresco e Barolo.

Senza dubbio, ci troviamo di fronte a un’annata anomala e complessa. Le miti temperature primaverili hanno favorito l’avvio della vegetazione in modo precoce e diffuso in tutte le aree e per tutte le varietà. Poi, a metà aprile, sono arrivati i fenomeni delle gelate notturne che hanno interessato anche le cime delle colline, colpendo soprattutto gli impianti più giovani e causando una perdita del carico produttivo tutto sommato contenuta. L’annata è poi proseguita accumulando un leggero anticipo, tant’è che abbiamo assistito alla fase di invaiatura già a metà luglio. In piena estate abbiamo poi registrato temperature elevate e lunghi periodi di siccità.

La perdurante assenza di precipitazioni si sta rilevando problematica su tutte le colture. La vite più di altre piante ha una forte resistenza alla siccità data dall’apparato radicale molto profondo, pertanto finora non ha manifestato preoccupanti segni di stress e le uve sono di buona qualità. Tuttavia il caldo ha reso gli acini più piccoli e le bucce più spesse e molto dipenderà dalle condizioni climatiche dei prossimi giorni. Se arriverà un po’ di pioggia, la vendemmia potrà essere anche molto buona, anche se è facile prevedere una resa inferiore rispetto all’anno scorso del 10-15%. Da non sottovalutare anche la recrudescenza della flavescenza dorata, che si sta manifestando soprattutto sulle uve chardonnay, dolcetto e barbera causando ingenti danni.

Di fronte a questo scenario complessivo e a un’annata che certo non sarà abbondante, è probabile che i prezzi delle uve, a partire dal nebbiolo, possano crescere rispetto alle quotazioni dell’anno scorso. Ed è per questo che l’intero settore guarda con una certa preoccupazione la scelta della Camera di Commercio di Cuneo di avviare nuovamente la rilevazione dei prezzi delle uve provinciali a denominazione, con la pubblicazione dei prezzi l’11 novembre. Si tratta di una scelta forzata, di cui non si sentiva l’esigenza. Le imprese vogliono che il prezzo delle uve lo faccia un mercato libero da condizionamenti.

 

"AVVIO ANTICIPATO INIZIATIVA PREVISTA NELLA DOMANDA DI SOSTEGNO N° 20201062856 TRASMESSA IN DATA 30/09/2016 AI SENSI DEL PSR 2014-2020 DELLA REGIONE PIEMONTE – MISURA 1 – OPERAZIONE 1.2.1- AZIONE 1: “ATTIVITA’ DIMOSTRATIVE E DI INFORMAZIONE IN CAMPO AGRICOLO”.

rg

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