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Agricoltura | martedì 08 agosto 2017, 13:30

Difficoltà anche quest'anno ai controlli per la fauna selvatica

In corso i rimborsi per i danni subiti nel 2015 e 2016

E’ un aumento incontrollato quello della fauna selvatica in tutto il territorio cuneese. Una problematica che mette in difficoltà gli agricoltori che difficilmente riescono a difendersi dagli attacchi contro le colture. In particolare, si tratta di cinghiali e caprioli, che provocano gravissimi danni alle coltivazioni e ai terreni, scavando buche e solchi e devastando tutto ciò che incontrano al loro passaggio. Le zone più colpite sono le aree dell’Atc 4 e Atc 5, nella zona che dal Monregalese porta ad Alba fino verso Montezemolo, ma le criticità riguardano in generale tutta la Granda.

Un problema molto sentito, che si è acuito negli ultimi anni e che in questa estate caratterizzata da una fortissima siccità sta peggiorando. Gli animali passano e distruggono ogni cosa, mangiano nocciole e viti, ogni tipo di coltura e le poche foraggere, strappando i frutti e rovinando le piante. L’aumento di queste specie di animali, in buona parte non autoctone, è esponenziale. La CIA da tempo chiede misure preventive che possano contenere il fenomeno: occorre in particolare un regolamento per riequilibrare la presenza degli animali e monitoraggi efficaci durante la primavera per gestire i piani di abbattimento in collaborazione con l’Ispra e la Regione Piemonte. E aggiunge: «Bisogna infatti ricordare che una così alta concentrazione di animali rappresenta un problema non solo agricolo, ma anche sociale, per la trasmissione di insetti e malattie e il pericolo per i veicoli che circolano in strada».

E per quanto riguarda i rimborsi per i danni da fauna selvatica? «Per le annate 2015 e 2016 la Regione ha risarcito in queste settimane le Atc, che stanno provvedendo a contattare gli agricoltori. Gli interessati dovranno redigere le autocertificazioni in regime di “de minimis” in cui si dichiarano i danni subiti per ottenere i contributi.

rg

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