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Attualità | sabato 12 agosto 2017, 17:26

"Pedaggi autostradali, che ci sia un ritorno economico per le aree su cui passano le grandi opere viarie"

In particolare nelle aree montane del Piemonte, come evidenzia Uncem

Immagine di repertorio

L'aumento del gettito del pedaggio delle autostrade ancora una volta finisce per ignorare e penalizzare il territorio, i pendolari e i flussi turistici. L’Uncem rilancia la sfida ai concessionari delle autostrade, affinché prevedano un adeguato ritorno economico per le aree sulle quali insistono grandi opere viarie.   

Una compensazione necessaria, a fronte degli importanti utili per le aziende che gestiscono le autostrade, in particolare nelle aree montane del Piemonte, attraversate dalla A32 per ben 63 chilometri (da Avigliana a Bardonecchia, oltre ai 13 chilometri del Tunnel del Frejus), dalla A6 per 20 chilometri (da Mondovì a Ceva), dalla A26 per 24 chilometri (da Meina a Gravellona Toce, oltre alla Statale Anas che conduce al Sempione), della A7 nella zona dello Scrivia e dalla A5 per 8 chilometri (da Quassolo a Carema).

Le opere viarie insistono infatti su un territorio che è il bene pubblico per eccellenza. Al pari del prelievo dell’acqua potabile dalle Terre Alte, dei canoni per l’escavazione e per le cave, è necessario impostare dei ritorni economici stabili per l’insistenza delle grandi infrastrutture nelle aree alpine.  

Uncem vuole aprire un dialogo con le concessionarie che gestiscono valichi alpini e autostrade. Una minima parte dei loro utili deve essere destinata alle comunità locali. Le cifre parlano chiaro: sono oltre un milione i veicoli leggeri che transitano ogni anno sull’A32 e sei milioni i veicoli pesanti. Le tariffe agevolate per i residenti non sono sufficienti per compensare la lingua di cemento e asfalto che corre lungo la valle. Alcuni amministratori hanno proposto anni fa di destinare parte del pedaggio al territorio montano. 

Una percentuale da concordare, da destinare a interventi ambientali e per lo sviluppo. Questo permetterebbe migliore vivibilità, maggiore sussidiarietà tra imprese, enti locali e cittadini residenti nei Comuni di tutte le aree montane piemontesi e italiane attraversate da autostrade. Servono una gestione razionale e sicura dei trasporti nel contesto di una rete integrata, coordinata e transfrontaliera.

cs

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