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Al Direttore | domenica 13 agosto 2017, 11:22

"Dove vanno a finire tutte le pesche Cuneo prodotte nella nostra provincia?"

La richiesta di un lettore alla Coldiretti. "Il cittadino che vuole comprare a km0 deve avere la possibilità di farlo", ribadisce

Buongiorno, 

in riferimento all'articolo del "chilo di pesche pagate meno di un "sms" pubblicato ieri su Targatocn, desidero fare alcune considerazioni. L'appello di Coldiretti sfonda una porta aperta.

E' vergognoso che ai produttori le pesche vengano pagate 15/20 centesimi al chilo quando al consumatore sono proposte a più di 1,50 euro. E' altrettanto scandaloso che al consumatore venga proposta merce proveniente dall'estero quando si potrebbe avere la possibilità di consumare prodotti a km "zero".

Mi risulta sia obbligatorio indicare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli ma troppo spesso questa norma viene disattesa o contraffatta. E' necessario procedere a mirati e numerosi controlli per evitare che la merce importata dall'estero venga spacciata per italiana. 

Comportamenti scorretti da parte dei commercianti si possono constatare tra i banchi dei mercati in molte aree della provincia, dove l'indicazione del prodotto sul banco indica "provenienza Italia" mentre alle spalle del venditore si trovano pile di cassette piene di pesche spagnole.

La Coldiretti, sempre attenta verso gli agricoltori ed i cittadini in genere, oltre ad invitare noi tutti a consumare frutta di stagione soprattutto a Km "0", dall'alto della Sua autorità dovrebbe battersi affinché al consumatore venga data la possibilità di mettere in pratica questo invito.

Non tutti (e non sempre) possono effettuare acquisti nei punti vendita di "campagna Amica" e allora è possibile sapere dove vanno a finire tutte le pesche prodotte nella nostra provincia? Dove si può trovare la famosa "pesca Cuneo"? 

La ringrazio per l'attenzione che vorrà riservare alla presente e cordialmente La saluto.

Valter Cavallo

rg

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