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Attualità | 01 settembre 2017, 07:20

Priola: nel letto del Tanaro c'è l'amianto

Portato a valle dall'alluvione di novembre, occupa adesso un tratto di 3mila metri quadrati. Il sindaco Luciano Sciandra: "Servono fondi per la bonifica completa"

Il fiume Tanaro a Priola durante l'alluvione di novembre

Il fiume Tanaro a Priola durante l'alluvione di novembre

Le analisi effettuate da Arpa non lasciano spazio ad alcun dubbio di sorta: a Priola, nel letto del fiume Tanaro, c'è l'amianto.

Una situazione venuta alla luce nelle scorse ore e generata dalla devastante alluvione di novembre. "La provenienza del minerale non è stata identificata con certezza: presumibilmente si tratta di scarti di lavorazione e di guarnizioni usate in passato per le auto - ha spiegato il sindaco, Luciano Sciandra - e occupa una zona di circa 3mila metri quadrati, che si sviluppa sotto l'area industriale e lungo la pista ciclabile".

Una recinzione ora impedisce l'accesso al pubblico in quel tratto, ma è chiara a tutti la necessità di un'opera di bonifica completa. Tra il dire e il fare, però, c'è di mezzo il mare, un mare di euro in questo caso: 260mila, centesimo più, centesimo meno.

Una spesa ingente e fuori dalla portata della piccola realtà municipale della val Tanaro, che ad oggi attende ancora di ricevere i finanziamenti post alluvione. "Auspico di ottenere notizie al più presto - ha aggiunto Sciandra -: ho richiesto ufficialmente un incontro con l'Asl, con la Regione Piemonte e con Arpa per individuare celermente una soluzione. Questa problematica va risolta quanto prima".

Alessandro Nidi

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