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In&Out | domenica 10 settembre 2017, 07:50

L'avventura di Silvia: da Paesana a Bilbao per un traineeship di canto

"Bilbao resterà per sempre nel mio cuore. Credo di essere cambiata molto, ho imparato che con la determinazione, la curiosità e il sorriso da sola posso fare tutto"

Silvia Bocca

L'Arte, intesa in senso MOLTO lato e più come "espressione artistica", è stata da sempre una via di fuga. Non solo in senso personale ed emotivo-spirituale, ma anche e soprattutto fisicamente: provate a pensare quanti artisti, pure famosi, senza la loro arte non avrebbero mai raggiunto uno stile di vita differente da quello del contesto in cui si sono trovati a nascere (Kurt Cobain, per esempio, o Anthony Kiedis. O, in altro senso, Lebron James e una miriade di altri giocatori di basket afroamericani).

Ma un cammino, ovviamente, inizia sempre con un primo, piccolo, passo. Molto spesso timoroso, incerto, spaventato e spaventoso allo stesso tempo. E comunque necessario.

Lo stesso che ha compiuto Silvia Bocca, 25enne di Paesana in queste settimane a Bilbao, in Spagna, per cantare in un jazz club: abbiamo parlato con lei della vita da performer, e di quanto un'esperienza all'estero posso riavvicinarti in qualche modo proprio al posto in cui si trova la tua quotidianità.

- Ciao Silvia. Raccontaci un po’ come ci sei arrivata, a Bilbao? E perché, se l’hai fatto tu, hai scelto questa meta in particolare?

Ciao Simone. Sono atterrata a Bilbao per svolgere un traineeship (tirocinio), tramite il mio conservatorio ‘‘G.F.Ghedini’’ di Cuneo, a ‘’La Ribera’ Jazz Club. Avevo già svolto un’esperienza simile due anni fa, all’Harlem Jazz Club di Barcellona e la curiosità di scoprire la realtà musicale della Spagna del nord era tanta.

- È stato difficile ritagliarsi un proprio spazio in Spagna? Cosa ti ha aiutata e cosa ostacolata, del tuo carattere?

La Spagna è un territorio amabile, anche se i Paesi Baschi si distinguono notevolmente, sia come territorio, che come cultura. La gente è molto disponibile e cordiale, ma mantiene sempre un pizzico di diffidenza (come ogni buon piemontese che si rispetti). Il tirocinio in questo locale mi ha permesso di condividere il palco con tantissimi musicisti spagnoli, francesi, giapponesi e americani. Inizialmente ero un po’ spaventata, in Spagna non esiste il concetto delle ‘‘prove’’, tutte le varie esibizioni sono delle vere e proprie jam session: ti lanciano sul palco senza troppe smancerie. Poi mi sono rafforzata e la paura si è trasformata in divertimento.

- Cosa ci puoi dire della tua quotidianità spagnola? Che differenza c’è con quella “made in Granda”?

La mia quotidianità spagnola si alterna tra studio, concerti e conoscenze. In realtà è molto simile a quella ‘‘made in Granda’’, con la differenza che quando voglio svagarmi, al posto di una camminata in montagna, mi ritrovo a scoprire fantastici paesaggi a picco sull’oceano.

- Un’esperienza impagabile, per una giovane cantante, esibirsi in un paese straniero. Credi possa essere il primo, importante, passo della tua carriera personale?

Bilbao resterà per sempre nel mio cuore. Credo di essere cambiata molto, ho imparato che con la determinazione, la curiosità e il sorriso da sola posso fare tutto. Sono grata a Bilbao e a ogni singolo musicista che mi ha permesso di incontrare.

- Quanto durerà, ancora, la tua esperienza a Bilbao?

Programmi poi di partire di nuovo, oppure vedi il tuo futuro (o almeno una parte) nella nostra provincia?Ormai sono giunta alla fine del mio viaggio, tornerò in Italia a ottobre, pronta a darmi da fare con tanti nuovi progetti musicali. Voglio dedicare il prossimo anno agli studi, così da chiudere un’altro bel capitolo e poi chissà... spero che il vento che mi ha portata a Bilbao, possa condurmi in tanti altri splendidi posti.

simone giraudi

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