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Cuneo e valli | martedì 12 settembre 2017, 17:15

Una “graffetta” per riparare il cuore: all’ospedale di Cuneo i primi interventi mini invasivi in sala ibrida (FOTO e VIDEO)

Pinza i lembi della valvola mitralica per ripristinarne la tenuta

Le immagini dell'intervento

Con una “graffetta” (Mitraclip) si può riparare la valvola mitrale, quella che regola il passaggio del sangue ossigenato dall’atrio del ventricolo sinistro del cuore a tutto l’organismo, i cui lembi possono perdere la loro capacità di tenuta. La nuova tecnica mini invasiva è approdata all’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, tra i pochi in Italia a praticarla in sala ibrida. In questi giorni sono stati eseguiti i primi due interventi. Sono perfettamente riusciti e i pazienti già dimessi.

Si tratta di casi per i quali il trattamento cardiochirurgico tradizionale, a cuore aperto e con circolazione extracorporea, è considerato molto rischioso e quindi controindicato, a causa dell’età avanzata, delle malattie associate e della grave compromissione della funzionalità cardiaca.

La valvola mitrale – spiega Giuseppe Musumeci, direttore della Cardiologia cuneese e presidente del GISE (Società Italiana di Cardiologia Interventistica) – è un importante punto di controllo della circolazione cardiaca. Ma, nell’80% delle persone che soffrono di scompenso cardiaco, inizia a funzionare male: il cuore aumenta di volume, i lembi della valvola non riescono più a serrarsi alla perfezione e il sangue torna indietro.

Risultato? Affanno e mancanza di fiato, ma anche, nei casi più gravi, edema polmonare. Gli studi osservazionali hanno evidenziato come questo, 40 volte su 100, si leghi a un tasso di mortalità due volte superiore”.

Prima dell’introduzione della Mitraclip, solo un numero ridotto di pazienti poteva avvalersi di un trattamento efficace per questa malattia, dati i rischi connessi all’intervento cardiochirurgico di sostituzione della valvola – ha spiegato Alessandro Locatelli, direttore del Dipartimento Emergenze e Aree Critiche che ha fortemente voluto che la tecnica approdasse a Cuneo -. Oggi invece, grazie a questo dispositivo, possiamo operare con successo anche pazienti anziani o cardiologicamente compromessi, per i quali l’intervento tradizionale presenta rischi elevati. A Cuneo può essere effettuato in sala ibrida e quindi in condizioni di sicurezza ideale”.

La tecnica è mini invasiva, si effettua senza bisturi. “All’altezza dell’inguine, viene inserita, nella vena femorale – dice Musumeci –, una speciale sonda che porta la clip all’atrio destro. Con una  microincisione, viene fatta passare nell’atrio sinistro e pinzata sui due lembi della valvola malata. Il tutto sotto stretto controllo ecocardiografico. L’intervento viene eseguito in anestesia totale e dura un paio d’ore”.

Nei centri all’avanguardia, come Cuneo, l’operazione può essere effettuata in sala ibrida. La post degenza è di circa 3-4 giorni e il paziente non deve effettuare nessun ciclo di riabilitazione cardiologica.

Il Santa Croce e Carle è la prima struttura ospedaliera di Cuneo (la quinta in Piemonte) a fornire questo tipo di terapia e uno dei pochi centri in Italia in grado di praticarla in sala ibrida.

La sala ibrida di Cuneo, la prima ad essere stata realizzata delle 17 esistenti in Italia, rappresenta un ambiente ideale che, oltre a garantire la massima sicurezza al paziente, permette un lavoro di tipo multidisciplinare integrando alla perfezione competenze e capacità professionali di discipline diverse. Inoltre, con questa procedura, il Santa Croce e Carle completa le possibilità terapeutiche oggi disponibili nel paziente cardiopatico.

La Mitraclip rappresenta la massima espressione del lavoro in team, che non è così strettamente necessaria in nessuna altra procedura impiegata nei pazienti affetti da patologia cardiovascolare. Il successo richiede infatti una forte collaborazione tra le diverse figure professionali che ruotano attorno al paziente con scompenso cardiaco.

A Cuneo gli interventi sono affidati a: gli ecocardiografisti Luisa Morena e Mattia Tanga, i cardiologi interventisti Giuseppe Musumeci, Giorgio Baralis e Mauro De Benedetto, il cardiochirurgo Fabio Barili della Struttura Complessa di Cardiochirurgica diretta da Claudio Grossi, gli anestesisti-rianimatori Andrea Tealdi e Domenico Vitale guidati da Alessandro Locatelli.

Questi professionisti, che costituiscono l’”Heart Team” per la Mitraclip dell’Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, sono chiamati a capire se l’insufficienza mitralica contribuisce in modo determinante ai sintomi e se l’impianto della Mitraclip è tecnicamente realizzabile, procedendo quindi alla sua esecuzione.

 

c.s.

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