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Eventi | mercoledì 13 settembre 2017, 12:02

Saluzzo, la personale di Paola Calcatelli alla Croce Nera

La mostra "Metamorfosi geometriche", sarà aperta per due sabati e domenica

Un'opera di Paola Calcatelli

Venerdì 15 settembre alle 18, alla  Confraternita della Croce Nera (in piazzetta San Nicola) si inaugura la mostra dell’artista cuneese Paola Calcatelli “Metamorfosi geometriche”.

La mostra, portata a Saluzzo dall’Associazione Collegium Artium che gestisce la Croce Nera, rimarrà aperta sabato 16, domenica 17, sabato 23 e domenica 24 settembre dalle ore 16 alle 19.

L’artista diplomata al l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che lavorato come restauratrice e pittrice, che ha gestito per la “Scuola degli Antichi Mestieri ” di Torino corsi di pittura e trompe l’oeil, attualmente insegna Arte e Immagine presso la scuola pubblica. Dal 2000 ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive. Il suo lavoro rappresenta una riflessione sull’inesorabile processo di trasformazione che coinvolge la realtà intorno a noi. Vive e lavora in una cascina nella pianura cuneese.  La mostra è ad ingresso libero.

Di lei scrive Giovanna Arancio“Paola Calcatelli mostra installazioni e opere su metallo nelle quali la matericità è tangibile, espone l’ effimero analizzando sia perdite e aggiunzioni operate su di esso dal tempo, sia il tentativo virtuale e impossibile, sperimentato dalla tecnologia, di immortalare con le immagini sempre più perfettibili la fisicità oggettuale. L’artista mette in evidenza l’ illusorio sforzo della contemporaneità di fermare così l’usura delle cose; questa utopia cela una presenza e metafisica che cambia pelle alle precedenti versioni occidentali dell’essere.

Le creazioni in metallo suggeriscono liriche astrazioni, rugginose, bianche, nero grigiastro, ocra, o con poche e tenui tonalità ottenute con lavorazione di ossidi, gessi e colle (tutti materiali deteriorabili). Sono denominate “opere a termine” per sottolineare in tal modo le inesorabili mutazioni del lavoro artistico su base organica.

Le installazioni viventi invece, chiamate “bioopere a termine”, supportano lo stesso principio attivando però specifiche fasi: la prima è la riproduzione fotografica dell'elemento naturale ripreso in un dato istante, mentre la seconda è la concreta presentazione del mutamento dello stesso, al momento temporale della mostra.

Anche le “tele a termine” opere destinate ad un lento trasformarsi dei gessetti e degli altri strumenti pittorici instabili, sono composizioni intense dove si intersecano piani, forme vagamente geometriche, prospettive impossibili, morbidi segni semicorrosi, fantastiche architetture astratte sui cieli neri. L’ artista ci accompagna lungo il suo tragitto ideativo e poetico, acutamente sottile.

 

vb

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