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Scuole e corsi | mercoledì 13 settembre 2017, 14:43

Scuola, dubbi e lamentele: uno sguardo alla "giungla" delle immissioni in ruolo

Tante sembrano essere le nuove insegnanti che hanno iniziato l'anno scolastico 2017/2018 esponendo le proprie istanze in merito all'ultima tornata di assegnazione delle cattedre

Foto generica

Il mondo dei concorsi pubblici per le ammissioni in ruolo, purtroppo è risaputo, è sempre più simile alla ormai proverbiale "giungla": non esiste occasione in cui, per una ragione o per l'altra, non si sollevino lamentele o proteste, che in alcuni casi arrivano a sfociare in vere e proprie procedure legali.

In questi primi giorni dell'anno scolastico 2017/2018 è quindi inevitabile parlare dell'ultimo concorso pubblico per l'ammissione in ruolo degli insegnanti, le cui conseguenze sembrano non aver per nulla soddisfatto un gran numero dei coinvolti. In particolar modo un gruppo di nuove insegnanti cuneesi della scuola primaria, che ha inviato una lettera alla nostra redazione lamentando diverse ingiustizie nelle assegnazioni delle cattedre.

Le assegnazioni sono state effettuate a Torino, in un incontro pubblico tra tutte le insegnanti che hanno partecipato al concorso, che sono state chiamate una per una in base alla propria posizione in graduatoria per scegliere l'ambito da loro preferito, cioè una porzione territoriale regionale comprendente un certo numero di posti occupabili: in provincia di Cuneo, in totale, questi ultimi erano 77, che sono andati quasi subito esaurendosi. Le insegnanti escluse da questi 77 posti, quindi, hanno dovuto scegliere ambiti esterni alla provincia.

E' qui però che cominciano le incongruenze vere e proprie, secondo le insegnanti.

Parrebbe infatti che a seguito dell'attivazione dei pensionamenti e anche di alcune rinunce, l'Ufficio Scolastico Regionale si sia ritrovato con nuovi posti ancora non assegnati, tra cui alcuni proprio nella nostra provincia. Per riempirli, sempre secondo la segnalazione del gruppo di maestre, sarebbero state convocate le insegnanti a partire da dove ci si era interrotti con la graduatoria, senza contattare di nuovo quelle escluse dai primi 77 posti e ormai assegnate fuori provincia. Nominativi "piazzati peggio" in graduatoria rispetto ad altri, quindi, hanno finito per scegliere ambiti ben più vicini.

A confermare le istanze degli insegnanti ci ha pensato anche la Gilda insegnanti Cuneo, nella persona del suo coordinatore provinciale Antonio Antonazzo: "Le motivazioni dietro gli errori sono molteplici, e ovviamente non riferibili a una singola persona, la cui principale è senza dubbio la rapidità con cui si è deciso di affrontare la procedura di assegnazione: sarebbe stata necessaria un po' pià di pazienza perché tutto andasse nel modo giusto, ma a livello centrale è stato deciso di chiudere tutto entro il 1° settembre."

"Scontentare qualcuno, quindi, è stato inevitabile - conclude Antonazzo - e molti cuneesi sono stati spediti fuori provincia per mancanza effettiva di posti, poi invece sbloccati successivamente. Noi, come Gilda, abbiamo sollevato il problema, che purtroppo però non è realmente risolvibile."

Direttamente coinvolti nella diatriba, ovviamente, i sindacati cui tanti insegnanti si sono rivolti nelle utlime settimane, comprese alcune delle insegnanti "tagliate fuori" dai 77 posti cuneesi per raggiungere la ricollocazione.

Doriano Ficara, Flc CGIL Cuneo: "Le segnalazioni che abbiamo ricevuto sono molte e purtroppo, a volte, poco conseguenti l'una all'altra: ci siamo comunque messi in contatto sia con gli insegnanti che con chi ha operato le assegnazioni dei posti e l'idea che effettivamente possano esserci state delle irregolarità ci sono. I posti relativi ai pensionamenti, effettivamente, non erano ancora disponibili e non ha senso immaginare della malafede in questo senso; i dubbi riguardano però la procedura con cui sono state fatte le cose, non del tutto trasparente."

"E' necessario quindi fare chiarezza assieme all'USR sul perché di queste irregolarità e sul perché in alcuni casi sembra non sia stato seguito l'iter istituzionale - conclude Ficara - . Ci stiamo confrontando anche con gli insegnanti decisi ad agire per vie legali, per comprendere davvero se esistano gli estremi necessari."

Claudia Zanella di CISL: "Anche noi abbiamo ricevuto diverse segnalazioni, e comprendiamo le difficoltà espresse dagli insegnanti, ma è necessario sottolineare come l'amministrazione abbia agito in conformità assoluta con la normativa vigente, che dice che i posti assegnabili sono quelli disponibili al momento della convocazione. Successivamente si sono aggiunte ulteriori disponibilità all'interno degli ambiti, posti che sono stati opzionabili per i successivi scorrimenti della graduatoria di merito, esattamente come previsto dalla norma. L'amministrazione ha inoltre reso noto di aver esaminato le istanze inoltrate da insegnanti in situazioni particolari e difficili (precedenze L104, lavoratrici con figli piccoli)."

Nonostante tutto, però, l'Ufficio Scolastico Regionale si sta trovando ad affrontare azioni legali da parte di alcune insegnanti (che apparentemente hanno agito senza l'ausilio dei sindacati), e ha deciso di non rilasciare dichiarazioni sino al termine del procedimento.

Una questione, quindi, che non si risolverà certo in breve tempo. Sempre che, poi, possa essere davvero risolta. E' la Buona Scuola, bellezza.

simone giraudi

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