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Cuneo e valli | venerdì 15 settembre 2017, 09:00

Biologico: la produzione in Italia segna un +20%, la Granda si attesta a quota +10%

35mila gli ettari coltivati in Piemonte: di questi 18mila sono nel Cuneese. Il bio non è soltanto più una moda, ma una scelta consapevole

Il viceministro Andrea Olivero

Gli studi condotti del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, attraverso gli Istituti di ricerca collegati, hanno rilevato che, in Italia, nel 2016, le superfici coltivate ad agricoltura biologica sono arrivate a quota 1.795.650 ettari (+20,3% rispetto al 2015), con 72.154 operatori del settore (altro +20%). 

Ma lo stesso aumento medio del 20% lo hanno fatto registrare i consumi nazionali: in particolare +42% la carne; +41% i vini e gli spumanti; +20,3% la frutta; +16% gli ortaggi; +13,5% i latticini; +11% l’olio. 

Per un controvalore di oltre 5 miliardi di euro. “Il biologico - sottolinea il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero, che da anni segue il settore - è in forte crescita in tutti gli ambiti e la superficie coltivata in Italia è il 14% di quella totale: quindi già una realtà consolidata. Tra gli imprenditori del nostro Paese sta iniziando a farsi strada l’innovazione e la voglia di crescere bene, favorendo la tutela ambientale. Anche le aziende dai grandi numeri possono scegliere il biologico per aumentare gli utili. Inoltre, il bio non è soltanto più una moda ma una scelta consapevole da parte dei consumatori, con la crescita della vendita dei prodotti del 20%”. 

Un settore che, però, ha bisogno di sempre maggiori tutele. Il lavoro messo in campo dal Governo ha riconosciuto il valore del modello produttivo attraverso l’attuazione degli strumenti necessari a valorizzarne lo sviluppo virtuoso.

Sono state promosse azioni che fanno parte di un unico disegno: dal piano strategico alla legge quadro sul bio; dall’introduzione delle mense biologiche certificate al rafforzamento delle norme che regolano il sistema dei controlli. 

Inoltre, anche sul fronte europeo, per difendere produttori e consumatori, la nostra iniziativa si è concentrata nel mantenere alti gli standard richiesti alle merci biologiche.

I passi futuri? 

Gli interventi effettuati stanno dando i loro frutti, ma i risultati positivi raggiunti ci spronano a continuare con ancora maggiore determinazione.  

In Piemonte gli ettari destinati al biologico sono 35mila. La regione subalpina è decima in Italia per superficie e nona per numero di operatori.

In provincia di Cuneo vengono utilizzati a bio 18mila ettari. Sempre nella “Granda” la produzione 2016 è cresciuta in media del 10% rispetto all’anno precedente, con il picco del comparto vitivinicolo (+20%), seguito da frutta e ortaggi. 

Quali sono le prospettive per l’agricoltura biologica nel nostro territorio? 

Sono proprio le aree interne, montuose e collinari, quelle nelle quali il metodo biologico può dare i maggiori vantaggi, dato che presenta margini interessanti.

Inoltre, le nostre terre si caratterizzano sempre più come aree di produzione di alta qualità e il bio si inserisce in questo contesto, come si nota nel settore enologico. Qualità del prodotto e attenzione all'ambiente già oggi sono un connubio vincente per la Granda”.

c.s.

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