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Attualità | 19 settembre 2017, 14:50

Richiedenti asilo in arrivo a Cuneo? Lauria interroga il Comune, che replica: "Non ci risulta"

Patrizia Manassero, vice sindaco, spiega che le amministrazioni hanno voce in capitolo sull'accoglienza SPRAR, non su quella CAS, che viene gestita dalla Prefettura. Raggiunto un accordo con il Ministero sui livelli di saturazione dei comuni: per Cuneo è di 177 richiedenti asilo

Immagine di repertorio

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Si tornerà a parlare di richiedenti asilo nel prossimo Consiglio comunale di Cuneo, a seguito di una nuova interpellanza firmata da Giuseppe Lauria e consegnata ufficialmente sabato 16 settembre: al centro della richiesta di confronto con l'amministrazione, questa volta, ci sono le frazioni di Madonna delle Grazie e Borgo San Giuseppe.

Il Consigliere cuneese sottolinea l'esistenza di alcune voci che avrebbero già impensierito alcuni abitanti delle frazioni e che identificherebbero in alcune strutture di via Bisalta e via Coppa l'intenzione di ospitare alcuni richiedenti asilo.

Lauria chiede quindi all'amministrazione comunale se le voci rappresentano la verità, e in caso affermativo perché sia mancata l'informazione alla cittadinanza; inoltre, vorrebbe si trattasse in Consiglio comunale le questioni relative all'effettiva possibilità di utilizzo dei locali (che secondo il Consigliere sarebbero in ristrutturazione) e all'identità degli enti interessati all'ospitalità.

L'assessora referente, Patrizia Manassero, risponderà nel prossimo consiglio comunale, ma tiene a precisare alcune cose, anche perché sulla questione la confusione è tanta. "A noi non risulta che si stiano aprendo nuove accoglienze in questo momento. Non ne abbiamo notizia, come Comune, ma c'è un bando aperto delle Prefettura, per cui non escludo che delle cooperative si stiano muovendo per aprire nuovi locali".

Ma i Comuni, che ruolo e che margine di intervento hanno su questo tema così spinoso? E' ancora la Manassero a chiarire: "Esistono due tipi di accoglienza: gli SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che coinvolgono le amministrazioni comunali nella gestione dei richiedenti asilo. Poi ci sono i CAS (Centri di accoglienza straordinaria), che rispondono laddove i Comuni rifiutino di gestire direttamene l'accoglienza, per le più svariate ragioni. Nei CAS le amministrazioni non hanno alcuna voce in capitolo, questo deve essere chiaro, se ne occupano le Prefetture tramite bandi ai quali partecipano delle cooperative o dei privati. Adesso, però, c'è un nuovo elemento, che tende ad evitare che in un paese di 2000 abitanti arrivino decine di richiedenti asilo senza che i Comuni possano fare qualcosa. E' stato stabilito, tramite un accordo tra Comuni e Minisitero, un livello di saturazione: 6 persone al massimo nei comuni sotto i 2000 abitanti e il 3 per 1000 per tutti gli altri. Questo significa, per Cuneo, l'accoglienza di 177 persone al massimo tra SPRAR (quello di Cuneo conta 18 richiedenti asilo) e CAS vari".

E quei CAS dove, prima di questo nuovo regolamento, sono arrivati decine di migranti? "Al momento non ci sarà alcun intervento, poi, in modo graduale, si interverrà sulla situazione", conclude il vice sindaco Manassero.

redazione

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