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Agricoltura | 19 settembre 2017, 18:03

Agricoltura, disagi da cimice asiatica: Franco Graglia ha "sollecitato la Regione per difendere le colture cuneesi"

"A seguito della mia interrogazione l'assessore all'Agricoltura ha sottolineato come l'evoluzione futura degli interventi dell'Ente saranno improntati a cercare di limitare l'insetto"

Foto generica

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"La Regione Piemonte ha ben presente i problemi che la cimice asiatica sta creando alle colture in Piemonte e nel Cuneese. A seguito della mia interrogazione l'assessore all'Agricoltura ha sottolineato come l'evoluzione futura degli interventi dell'Ente saranno improntati a cercare di limitare l'insetto con metodi alternativi alla lotta chimica, sposando invece l'utilizzo di nemici naturali e l'uso di reti insetticide."

Ad annunciarlo il vice capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Franco Graglia. La cimice asiatica è una specie originaria, come dice lo stesso nome, dall'Asia orientale che nel corso degli anni é divenuta un fitofago molto dannoso. In breve tempo si è diffuso prima in nord America e poi in Europa arrivando fino in Piemonte. Dal 2008 al 2013 é stato inserito nella lista d'allerta dell'EPPO (Organizzazione EuroMediterranea per la Protezione delle Piante) a causa dell'elevata capacità di creare danni alle coltivazioni aggredite.

"Come sottolineato dall'assessore la cimice asiatica non produce solo danni agricoli e quindi economici, ma arreca anche disturbo in ambito urbano durante la fine dell'estate e tutto l'autunno quando gli adulti formano grandi aggregazioni in vari ripari ove trascorrono l'inverno. Sapendo che le femmine arrivano a deporre 28 uova si comprende la criticità del problema e quanta sia la preoccupazione per gli operatori del settore" aggiunge Graglia.

L'esponente regionale spiega: "E' chiaro che la Regione Piemonte avendo 20.854 produzioni agricole nel settore corilicolo, 13.792 solo in provincia di Cuneo é fortemente a rischio. Non é un caso che le organizzazioni degli agricoltori abbiano a più riprese indetto riunioni dove denunciano i pesanti danni subiti. Si pensi che quest'anno in quasi tutti gli areali della Provincia Granda hanno registrato la presenza del parassita. L’ultimo incontro in ordine di tempo è avvenuto il 13 settembre e i rappresentanti e i tecnici di Ascopiemonte e Piemonte Asporocor hanno denunciato proprio i gravi danni subiti nell’Albese."

Conclude Graglia: "La Regione Piemonte si é mossa attraverso l'attività delle sue Università e i loro centri di ricerca compiendo sperimentazioni per contenere il parassita. Sicuramente la Regione più avanti sul tema é l'Emilia Romagna che per prima ha dovuto fronteggiare l'emergenza. La notizia positiva é che pare si stia superano la normativa nazionale che prevedeva il divieto di introdurre organismi alloctoni per la lotta biologica a parassiti di nuova introduzione. Il Governo sta rivedendo la norma di fatto dando alle Regioni uno strumento in più per combattere la cimice asiatica. Proprio coerentemente a questa nuova direzione tracciata dalla legge, la Regione ha previsto un piano triennale con Crea-Dp Firenze, l'Università di Torino e Agrion. Nel primo anno verranno stanziati 50mila euro; nei due anni successivi 80mila. In particolare si proverà ad introdurre l'imenottero, studiato presso i laboratori Crea, che pare a riuscire a parassitizzare le uova della cimice. Continuerò a monitorare la situazione stando al fianco degli agricoltori cuneesi."

c.s.

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