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Saluzzese | 19 settembre 2017, 08:42

"Basta con miti stereotipati sulla comunità cinese"

Lettera in risposta ad un lettore che sollevava dubbi in merito alla presenza dei cinesi nel Saluzzese

"Basta con miti stereotipati sulla comunità cinese"

Gentile signor Gandolfo,

lei dice di non voler essere discriminatorio e nemmeno razzista, però, ponendo queste domande semina “sospetto” riguardo a un gruppo, a una comunità, sollevando per altro dubbi e miti stereotipati che già numerosi giornalisti e studiosi hanno in passato cercato di sfatare.

Le proveremo comunque a rispondere sulle basi delle nostre conoscenze, date dalla nostra esperienza lavorativa come mediatrici linguistiche proprio per i cittadini cinesi di Barge e Bagnolo P.te e, più in generale, nel Saluzzese.

Proveremo a risponderle punto per punto:

  1. I FUNERALI DEI CINESI . “I cinesi non muoiono mai”. Proprio così si intitola un libro che le consigliamo di leggere. I due autori riusciranno forse a fugare molti dei suoi dubbi in modo più scientifico di quanto possiamo fare noi ora.

In ogni caso, per quanto ci riguarda, possiamo dire che per lavoro ci è capitato di dover seguire situazioni in cui uno dei componenti della famiglia è, purtroppo, venuto a mancare. La famiglia cinese spesso decide di rimandare la salma (più spesso l’urna del defunto) a casa, cioè in Cina, dove viene officiata una cerimonia secondo la tradizione. Questo richiede per altro un notevole impiego di soldi e tempo perché, come lei può sicuramente immaginare, le pratiche il rimpatrio di un defunto sono molto difficoltose. Lei non farebbe lo stesso, se vivesse in Cina?

Altro motivo per cui non si vedono molti “defunti” cinesi è che la popolazione di immigrati cinesi, soprattutto nella nostra zona, è ancora relativamente giovane.

  1. GLI ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO.

Le posso assicurare che per lavoro ogni mese riceviamo numerose richieste di mediazione (traduzione e interpretariato) in ospedale per ricoveri, visite ambulatoriali e accessi in pronto soccorso.

La difficoltà più grande, nonostante da anni sia possibile fruire del servizio di mediazione gratuitamente, resta comunque la lingua italiana che, per molti cittadini cinesi, rimane difficile da parlare.

Altre volte accade che dopo un periodo di degenza particolarmente lungo o per situazioni cliniche particolarmente critiche i pazienti cinesi preferiscano tornare in Cina per curarsi (anche se questo implica pagare molto denaro perché in Cina non esiste la gratuità del SSN e bisogna avere delle costosissime assicurazioni). Lei non farebbe lo stesso? Non preferirebbe tornare a casa per poter tentare ancora delle cure in un ambiente che le è più familiare e dove comprende meglio la lingua?

  1. I CINESI E LA BENZINA

Non riusciamo a capire se sia uno strano dubbio o se sia un’insinuazione di qualche tipo, in tal caso nuova. In ogni caso se lei vive realmente a Barge o a Bagnolo come dice, possibile che non abbia mai visto un suo concittadino cinese girare in macchina? Noi ne vediamo continuamente anche in motorino, e fanno pure benzina!

  1. I CINESI E LA VALIGETTA PIENA DI SOLDI

Tutti i gestori cinesi di locali che conosciamo sono persone che dopo anni e anni di “gavetta” e lavori durissimi nel tessile o come operai finalmente giunti all’apice della “carriera” migratoria riescono con i loro guadagni a investire in una loro attività, magari con l’aiuto di famigliari che credono in quel progetto imprenditoriale… Crediamo perciò che “il cinese” con la valigetta e “l’italiano” con il materasso pieno dei suoi soldi sia un’invenzione di qualche invidioso …

Le Mediatrici linguistiche

M.B S.C




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