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Saluzzese | 20 settembre 2017, 15:10

Sampeyre, due cervi in combattimento intrappolati in un tubo dell’acqua: morto un esemplare, liberato il secondo da un Forestale in pensione

Allertato anche il veterinario dell’Asl Cn1 Sergio Rinaudo, unico a possedere un fucile per la telenarcosi. Intervenuti anche i Carabinieri del nucleo forestale

Immagine di repertorio (Foto di Simone Gatto - www.camoscisibillini.it)

Immagine di repertorio (Foto di Simone Gatto - www.camoscisibillini.it)

Per i cervi presenti sulle montagne del cuneese (e non solo), quella che si sta aprendo, in concomitanza con l’autunno, è la stagione degli amori. Durante questo periodo, diventano frequenti e normali i combattimenti tra gli esemplari di sesso maschile, che si scontrano violentemente attraverso i loro palchi di corna per contendersi le femmine della specie.

Due di questi, domenica scorsa, si sono scontrati in un prato poco prima dell’abitato di Sampeyre, in Valle Varaita, ad un centinaio di metri di distanza dalla strada provinciale che sale in Valle Varaita.

Nel combattimento, i due esemplari di cervo hanno agganciato, con le corna, un tubo che stava irrigando il terreno, secco per via ancora della siccità estiva. Il tubo si è rapidamente attorcigliato intorno ai palchi di corna, bucandosi in più punti e creando un pantano nel quale si sono ritrovati i due animali.

Il proprietario del terreno, tornato probabilmente per controllare il sistema d’irrigazione, ha notato i due cervi bloccati dal tubo ed ha chiamato Paolo Pinese, vicino di casa, ex comandante del Corpo Forestale dello Stato di Sampeyre e cacciatore socio del comprensorio alpino Cn2 della Valle Varaita.

A loro volta sono stati allertati i Carabinieri del nucleo Forestale.

Uno dei due cervi è morto rapidamente. L’altro esemplare, ancora vivo e molto agitato, non era invece facile da raggiungere, essendo pericoloso avvicinarsi.

Per questo si è reso necessario l’intervento di Sergio Rinaudo, veterinario dell’Asl Cn1 nonché presidente del comprensorio alpino Cn2.

Mi hanno chiamato – racconta il dottor Rinaudo - perché sono l’unico veterinario dell’Asl che possiede un fucile per la telenarcosi. Sono giunto sul posto una trentina di minuti dopo la chiamata, ma al mio arrivo l’esemplare di cervo ancora vivo era già stato liberato dai presenti”.

Pinese e le altre persone giunte sul posto, infatti, sono riuscite ad immobilizzare il cervo, legandolo ad un albero, per poi tagliare il tubo d’irrigazione legava i due palchi di corna.

Non appena liberato, il cervo è scappato nei boschi.

Probabilmente – continua Rinaudo – ad avere la peggio è stato l’esemplare più forte, davvero un bel capo, morto per strangolamento dovuto al tubo dell’irrigazione. Ho provveduto, come da prassi, a redigere il verbale per l’interramento, ed è stato possibile recuperare il trofeo dell’animale, non essendo una specie protetta, dopo aver sentito i Carabinieri.

Il giorno dopo (lunedì: ndr) abbiamo provveduto ad avvisare la Provincia di Cuneo”.

Nicolò Bertola

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