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Saviglianese | 20 settembre 2017, 16:40

A Savigliano i funerali del giornalista Rai Gianfranco Botta: “con la sua telecamera ha raccontato fatti destinati ad entrare nei libri di storia”

Il rito esequiale domani (martedì). Nel 2001 fu il primo cronista ad entrare nella scuola Armando Diaz, dopo i ben noti fatti di cronaca legati al G8 di Genova

Gianfranco Botta (a sinistra) e Nico Piro (a destra) a Korengal (foto np©08 - immagine tratta dal blog nicopiro.wordpress.com)

Gianfranco Botta (a sinistra) e Nico Piro (a destra) a Korengal (foto np©08 - immagine tratta dal blog nicopiro.wordpress.com)

I Telegiornali delle emittenti Rai hanno dato la notizia, questa mattina, della morte di Gianfranco Botta, giornalista professionista della TV di Stato e reporter dalle zone di guerra.

Da tempo malato, Botta si è spento nella notte a cavallo tra martedì e mercoledì, all’età di 57 anni.

Cineoperatore Rai dal 1984, dal 1992 era inviato speciale. Come corrispondente di guerra, invece, ha raccontato i conflitti del Kosovo, Afghanistan ed Iraq, senza dimenticare il ruolo di inviato incorporato alle truppe dell’“US Army”.

Durante il G8 di Genova, anno 2001, fu il primo cronista ad entrare nella scuola Armando Diaz, riprendendo lo scenario in seguito ai ben noti fatti di cronaca. Le sue immagini fecero il giro del mondo.

Nel 2006 documentò a Banda Aceh, in Indonesia, il catastrofico tsunami e - in Libano - la guerra fra Hezbollah e Israele.

La sua attività professionale fu sempre improntata a seguire fatti di cronaca, come il tragico terremoto a Port-au-Prince (Haiti) nel gennaio 2010.

A giugno, in Corea del Nord, realizzò un lungo reportage in segreto, rischiando più volte l’arresto.

Nel 2011 le sue immagini hanno documentato la rivoluzione in Egitto che ha portato alla caduta di Mubarak. A marzo inviato al confine della Tunisia per la guerra civile in Libia.
Più volte finalista, nel 2008 ha vinto il premio giornalistico “Ilaria Alpi” insieme al collega Nico Piro con il servizio “Battaglia a Korengal”

L’ultimo incarico della sua carriera è stato quello di responsabile della segreteria di redazione del Tg3. Lo stesso Tg3, nell’edizione odierna delle 12, ha dato la notizia della morte di Botta, attraverso le parole di Anna Maria Levorin.

L’UsigRai, Unione sindacale dei giornalisti Rai, ha diffuso una nota: “Dopo averci mostrato quanto amasse la vita, ci ha lasciato il collega Gianfranco Botta. Il suo lavoro ha permesso agli italiani di vedere i fatti che accadevano in Italia e nel mondo: attraverso l'obiettivo della sua telecamera ha raccontato per anni gli eventi destinati a entrare nei libri di storia.

Come dirigente sindacale dell'Usigrai, ha sempre difeso con forza e caparbietà la centralità del giornalismo per immagini nell'informazione prodotta dalla Rai Servizio Pubblico. Ci stringiamo con affetto alla sua famiglia, e alle figlie Viviana e Valeria”.

Il rito esequiale sarà celebrato domani, giovedì 21 settembre, a Savigliano.

Alla famiglia di Gianfranco giungano anche le condoglianze della redazione di Targatocn.

Nicolò Bertola

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