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Ad occhi aperti | sabato 23 settembre 2017, 16:00

Sport, stadi vuoti e il bisogno di eroi – Maradona by Kusturica

Da persona che ha scoperto tardi il fascino dello sport (e, appunto, in modo assolutamente parziale), quello che davvero mi cattura di più sono le storie

Sport, stadi vuoti e il bisogno di eroi – Maradona by Kusturica

“Maradona by Kusturica” (Maradona di Kusturica) è un film-documentario del 2008 diretto dal celebre regista Emil Kusturica, presentato anche alla 61^ edizione del Festival di Cannes.

Nella pellicola si analizza la vita del “Pibe de Oro” attraverso i tre grandi luoghi che l'hanno caratterizzata ovvero Buenos Aires, Napoli e Cuba, lasciando ampio spazio ai momenti più alti e più bassi del Maradona calciatore e del Maradona uomo, e al suo pensiero anche “extra-sportivo” sulla società e sul mondo.

I tanti di voi che, contrariamente al sottoscritto, sono ferventi lettori di giornali sportivi (e in particolare del nostro quotidiano online Campionicn.it), avranno sicuramente notato il cuoriosissimo articolo apparso in prima pagina nella giornata di mercoledì, riferito alla statistica di spettatori medi delle squadre che militano nella nostra serie C italiana.

Ovviamente nella lista capitanata dal Pisa, che può vantare una media di 7081 spettatori in ciascun match casalingo, figura anche la squadra del Cuneo: è purtroppo nella zona medio-bassa della classifica, a occupare la 14^ posizione sulle 19 comprese nello studio, con una media di 750 tifosi allo stadio (quindi quasi dieci volte in meno rispetto ai colleghi toscani).

E lo ripeto a ogni occasione, quindi anche voi, miei cari dieci lettori, sapete benissimo che non sono affatto un appassionato di sport, e che non seguo con reale interesse quasi nulla se non il basket italiano e americano... ma la cosa mi ha spinto a effettuare un certo tipo di riflessione.

Da persona che ha scoperto tardi il fascino dello sport (e, appunto, in modo assolutamente parziale), quello che davvero mi cattura di più sono le storie. Che siano di un singolo giocatore, o comunque di un singolo personaggio, di un'intera squadra, di un singolo match o di una singola azione, non ha alcuna importanza: sono fermamente convinto che un qualunque contesto sportivo, che piaccia o meno “il gioco” in questione, possa essere foriero di una quantità di narrazioni interessanti davvero inaspettata. Guardate ai tantissimi personaggi genuinamente interessanti che ha regalato alla storia il basket americano, oppure appunto il calcio stesso, seppure a livello più alto della nostra serie C. Guardate allo stesso Diego Armando Maradona, che per molti ancora oggi è un vero e proprio punto di riferimento a cui guardare quasi con devozione, simbolo di un modo di affrontare lo sport e la vita che sembra essere scomparso del tutto nell'epoca del “ogni cosa è business”.

Già, forse è proprio questo il problema, no? Il fatto che nel mondo di oggi sembra non esserci più spazio per gli “eroi” (in senso lato, ovviamente), per qualcuno che intenda la propria professione come qualcosa di più che un sacrificio da presentare al Dio Dollaro per un dato periodo di tempo; le bandiere, le colonne, sono pochissime ormai e non sembrano aver lasciato veri e propri eredi di sorta.

O forse siamo noi che ci siamo uniformati a questa concezione, al fatto che “il mondo adesso è questo e non ci possiamo proprio fare nulla”. Forse siamo noi, che di cercare, trovare e raccontare, gli eroi di oggi (assieme a quelli di ieri) non abbiamo più voglia.

simone giraudi

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