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Al Direttore | 23 settembre 2017, 11:30

Nuovi documenti e inediti sulla figura di Duccio Galimberti

Riceviamo e pubblichiamo

Nuovi documenti e inediti sulla figura di Duccio Galimberti

Gent.le Direttore,

sull’editoriale CONTROCORRENTE di sabato 16 settembre 2017 è comparso un bell’articolo sulla figura dell’eroe nazionale Tancredi Duccio Galimberti, dal titolo “Duccio Galimberti, figlio illustre di Cuneo e della Lotta di Liberazione in parte dimenticato dagli amministratori della città”.

Sia il discorso del 26 luglio 1943 sia il delitto del 3 dicembre 1944 - quest’ultimo descritto in “Cuneo 1944-1945 assassini, violenze, torture. Il delitto Galimberti”- potrebbero essere per l’Amministrazione cittadina momenti di riflessione sulla figura di Galimberti, anche alla luce di nuovi documenti inediti e testimonianze.

L’Inno nazionale e il riconoscimento della Presidente della Camera dei Deputati
Fu Tancredi Duccio Galimberti che propose il “Cantico degli Italiani” di Mameli come inno nazionale per la futura Italia democratica. L’episodio, di una certo interesse storico - è stata reso noto alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ed al Presidente del Senato Pietro Grasso. L’On. Boldrini, con una lettera del 21 aprile scorso, ha espresso all’ex Comandante Sacchetti (Medaglia d’Argento al valore militare e cittadino onorario di Chiusa Pesio e Fossano) apprezzamento e gratitudine per il contributo reso alla Resistenza. Questa importante notizia non ha trovato riscontro da parte della nostra amministrazione: effettivamente Galimberti è stato dimenticato.

La Costituzione europea
A livello locale poco è stato detto dell’intellettuale Galimberti e del suo progetto per una Costituzione confederale europea.

La stima degli inglesi
L’episodio è descritto nel mio libro “Bombe su Cuneo. Le missioni segrete della Special Force Number One”. Ai primi di novembre del 1944, a Torino, il magg. Neville Darewski alias Temple, responsabile della missione FLAP, ebbe modo di conoscere ed apprezzare Galimberti. In un suo resoconto (trasmesso a Londra dalla stazione di Prea) delle riunioni con i rappresentanti del CLN torinese, alle quali era presente anche Galimberti, l’agente inglese non mancò di esprimere la propria ammirazione per lui: “[…] quello che più colpisce è Duccio, del Partito d’Azione […] gli altri valgono poco. Duccio è il migliore […] è brillante e professionalmente preparato”.

La raccolta numismatica di re Vittorio Emanuele III
Fu Galimberti che per primo individuò il camion usato per trasportare ventitrè robuste casse della preziosa raccolta numismatica che fu nascosta inizialmente nelle palazzine reali di Sant’Anna di Valdieri e successivamente nella tenuta reale del castello di Pollenzo.

Il delitto Galimberti inquieta ancora?
La vulgata corrente vuole che Galimberti sia stato ucciso a Tetto Croce lungo la S.S. 20, dove c’è un cippo commemorativo. In realtà egli fu torturato e assassinato in Corso IV Novembre n.11, nell’ex sede dell’Ufficio Politico Investigativo. L’Ordine del giorno presentato il 26 novembre 2016 dai Consiglieri dei gruppi PD, Moderati, Gruppo misto di minoranza, Gruppo Consiliare autonomo e Costituenti dei beni comuni, impegnava il Sindaco e tutta l’Amministrazione a chiarire definitivamente le circostanze della morte di Duccio Galimberti.

L’Amministrazione si era impegnata a far conoscere: “…i luoghi cittadini della memoria della lotta di Liberazione, in particolare quelli legati all’eroe martire della Resistenza: La sede dell’ex edificio dell’Ufficio Politico Investigativo (dopo la recente ristrutturazione dell’edificio, le celle di detenzione, tranne una, non esistono più N.d.a.) e i sotterranei di detenzione fascista ed il locale di tortura che erano stati ricavati nell’edificio delle scuole elementari di Corso Soleri. A collocare una targa sia del delitto commesso sia delle atrocità commesse in città durante la guerra”.

Al di là dell’impegno assunto, tuttavia, nulla è stato fatto; eppure l’art. 12.8 dello Statuto del Comune - adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 13 del 30 gennaio 2002 - afferma che il Comune assume e promuove iniziative per la riproposizione e l'approfondimento culturale del periodo della lotta di Liberazione a perenne memoria dei valori civili difesi dai caduti per la libertà.

Sergio Costagli

c.s.

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