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Eventi | lunedì 25 settembre 2017, 14:46

A Busca La storia vera del soldato nella neve raccontata ai bambini

Appuntamento al Teatro Civico il 29 settembre alle 20.30 con ingresso libero

Venerdì prossimo, 29 settembre, alle ore 20,30 al Teatro Civico si terrà la serata di presentazione del documentario “La storia vera del soldato nella neve raccontata ai bambini”, video-testimonianza dell’alpino Giuseppe Fornero, reduce di Russia, con, ospiti del sindaco Marco Gallo, il protagonista, il regista Giorgio Nevissano e Giorgio Ferraris, sindaco di Ormea e già consigliere provinciale e regionale, ed autore del libro “Alpini dal Tanaro al Don”.

“Poiché – spiega il sindaco Gallo - un conto è leggerla sui libri, la storia, un altro è se il racconto di quello che è successo viene direttamente dalla voce di chi c’era, ho desiderato fermare in un video la testimonianza del nostro concittadino Giuseppe Fornero, 97 anni compiuti a maggio, Alpino reduce della Campagna di Albania, del fronte francese e della Campagna di Russia, dove faceva parte del Gruppo di artiglieria Alpina Mondovì della Divisione Cuneense. E' doveroso e molto significativo per la nostra comunità raccogliere il suo racconto. Ringrazio di cuore  il signor Fornero che ha accettato la nostra proposta. Per realizzare il video-racconto il abbiamo pensato di coinvolgere le scuole primarie, che hanno risposto con grande sollecitudine. Il reduce Fornero ha dialogato con gli alunni, ai quali si è rivolto con passione e precisione, affinché il sacrificio di tanti suoi compagni non sia mai dimenticato e serva sempre da lezione. Il lavoro che ne è scaturito, con la regia del buschese Giorgio Nevissano, sarà presentato venerdì 29 settembre al pubblico invitato calorosamente alla serata al Teatro Civico”.  

Co-protagonisti del documentario sono gli alunni delle classi di quinta della scuola primaria di Busca che nello scorso gennaio hanno avuto ospite Fornero in classe per una mattinata.

Il video, firmato dal regista Nevissano, alterna immagini di repertorio sulla Campagna di Russia al racconto di Fornero, dipanato in parte in italiano di fronte alle classi di quinta,  e in parte in piemontese, nella vigna del podere che circonda la casa dove abita tutt’ora, in frazione San Martino. Qui il regista ha colto il protagonista poco dopo una nevicata, mentre  cammina lentamente tra i filari calpestando una leggera coltre, soffermandosi ogni tanto per sottolineare qualche particolare. L’immagine della neve familiare e benefica di oggi sfuma in quella della neve d’allora, assassina, dei video storici. I primi piani immortalano la commozione sul volto scavato, ma anche la risolutezza a dire tutto quel che c’è da dire.

Per l’ennesima volta, Giuseppe racconta: “Ero partito per fare il sodato quando avevo vent’anni e poi… ah! A me è andata bene, sono stato dei più fortunati, ma sennò…”. E poi si arriva all’evento clou: la battaglia di Nowo Postojalowka del 20 gennaio 1943, cui prese parte: “In quell’inferno io trovai riparo dentro una buca, mentre ben cinque bombe mi sfiorarono scoppiando a mezzo metro di distanza. Del mio battaglione siamo tornati in 29 su 300. A quaranta gradi sotto zero con scarpe fatte di stracci, senza più munizioni, bastava fermarsi un attimo che il sangue gelava”.

Sono cose che non si possono nemmeno immaginare. Ma i bambini che lo stanno a sentire, totalmente assorti, ci vede che ci provano.

La sua storia, che  è stata raccolta sia nel libro Buschesi (Fusta eitore) sia in "Turneruma encù en Piemunt?” (edizioni Primalpe) e d’ora in poi è fissata anche con immagine e voce.

cs

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