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Politica | giovedì 12 ottobre 2017, 17:31

Il gotha della politica albese incrocia i palati per lo “Ius Soli”

Impegnati nel digiuno “a staffetta” alcuni blasonati nomi dell’enogastronomia nazionale. Una scelta che sa più d’immagine che di sostanza, visto che il partito cui fanno riferimento, il Pd, è forza di governo e ha tutti gli strumenti per portare il provvedimento all’approvazione del Parlamento

Il sindaco Marello con il "re dei tuberi" in uno scatto del 2012

La politica, di questi tempi, va come va e, in assenza di scelte coraggiose di cui il Paese avrebbe bisogno, a partire dalla disoccupazione giovanile, insegue il sensazionalismo per supplire al deficit di progettualità e di decisionismo.

Anche una questione seria qual è lo “Ius Soli” e per la quale un comitato di insegnanti si sta fattivamente impegnando, sta diventando motivo di ossessione mediatica da parte della classe politica, sia tra i favorevoli che tra i contrari.

La Lega ne ha fatto il leit motiv della sua azione politica.

Il Pd, invece, che è partito di governo e, come tale, dovrebbe assumersi la responsabilità decisionale, ha escogitato un espediente per decidere di non decidere, nel tentativo di salvare la faccia e (forse) la coscienza.

Apprendiamo che anche sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza del comune di Alba hanno aderito alla proposta di “digiunare” a turno per un giorno “come segno – così scrivono nella nota stampa - della forte richiesta che venga approvata dal Parlamento la legge abitualmente definita dello “Ius Soli”, che mira a conferire la cittadinanza italiana ai figli di immigrati regolari nati in Italia e che in Italia abbiano completato un intero ciclo di istruzione scolastica”.  

E così da lunedì 16 a lunedì 23 ottobre, “a staffetta” salteranno il pasto.

Nel comunicato in cui l’amministrazione albese annuncia il digiuno non è specificato se si tratti di colazione, pranzo o cena, né se riguardi solo i cibi o anche le bevande.

Comunque sia lunedì 16 parte il sindaco Maurizio Marello insieme a Luigi Garassino, Pierangelo Bonardi e Tina Ciongoli.

Martedì 17, c’è un cognome roboante nella schiera dei post-pannelliani: Paola Farinetti, seguita da Nicola Conti e William Revello.

Mercoledì 18 tocca a Fabio Tripaldi, colui che taluni indicano come possibile erede di Marello, insieme ad Armando Baudino e Johnny Altare.

Giovedì 19: Elena Di Liddo, Alberto Gatto e Roberto Giachino.

Venerdì 20, giorno di magra, gli amministratori vengono esonerati per cedere il passo ai digiunatori non consiglieri Rosanna Martini e Gianfranco Maggi.

Sabato 21 è la volta di Pierangela Castellengo, Mario Marano e Sara Pennella.

Domenica 22 rinunceranno a tajarin, agnolotti del plin e battuta di fassona: Annachiara Cavallotto, Elena Negro e Claudio Tibaldi.

Lunedì 23 chiudono la “quaresima”: Giuseppina Borgogno, Ada Toso e Massimo Scavino.

Non ce ne vogliano i politici albesi, ma ci pare che questo loro gesto offra il destro a feroci e sarcastiche battute da parte dell’opposizione.

Sono tutti soggetti espressione del Pd, partito che guida il governo e che ha quindi gli strumenti per portare all’approvazione del Parlamento il provvedimento.

Se poi ragioni di bottega dicono che il passaggio comporta rischi per la maggioranza, questo è altro paio di maniche, ma ha poca attinenza con l’ideale che si dice di voler perseguire.

Non tocca a noi dare giudizi, ci mancherebbe.

Ci limitiamo ad un’osservazione tratta dai sacri testi, che può offrire spunti di riflessione anche per chi è agnostico o rivendica con orgoglio la propria laicità in politica.

“E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa” (Mt 6,16).

GpT

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