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Attualità | venerdì 13 ottobre 2017, 11:10

Demonte soffocata dal traffico pesante: per la variante ci vorranno almeno tre anni

Soluzioni alternative al passaggio dei tir non ce ne sarebbero, secondo la sindaca Porracchia. "La strada militare non potrebbe sopportare il passaggio di 250 tir al giorno. La parte di competenza comunale non è sicura"

Il 2018 - verso la fine - sarà l'anno dell'avvio della costruzione della variante di Demonte. L'annuncio era stato dato 12 mesi fa dalla sindaca Laura Porracchia. Della variante si parla da 30 anni. "A novembre il progetto arriverà in Regione, i lavori dovrebbero iniziare nel 2018 e dureranno almeno fino al 2020", spiega.

Da un lato alcuni comuni della Val Roya stanno facendo il pugno duro con il divieto di passaggio dei tir sopra le 19 tonnellate di peso a Tenda, La Brigue, Saorge, Fontan e Breil; dall'altro la Valle Stura soffoca, attraversata da circa 500 tir al giorno. Tir che vanno verso la Francia, ma anche e soprattutto tir che vanno allo stabilimento Fonti di Vinadio che, da soli, costituiscono oltre il 50% del traffico sulla SS 21 del colle della Maddalena.

Di tutti i comuni attraversati, è quello di Demonte, per conformazione, a patire di più, essendo il centro del paese un imbuto, con portici su entrambi i lati. La conformazione "ideale" per l'accumulo di polveri. Senza contare il rumore e le vibrazioni cui sono soggette le case che si affacciano su via Martiri e Caduti della Libertà. Sempre più svuotata, di abitanti e attività. Quattro i negozi che hanno chiuso i battenti di recente.

Sono, queste, cose di cui si parla da anni, tra proteste più o meno partecipate e soluzioni fino ad oggi sempre rimandate. Le facciate delle case sulla via sono state ritinteggiate da poco, ma già cominciano ad essere annerite. Il semaforo a senso unico alternato, installato durante i lavori, probabilmente non verrà più tolto. "C'è stata una raccolta firme in paese, proprio per chiedere di mantenerlo. A dispetto delle polemiche che ne hanno accompagnato l'installazione, evita gli intasamenti nel centro del paese", spiega ancora la Porracchia. 

Ma cosa chiede chi protesta? Di dimezzare il problema, in attesa della variante: il passaggio dei tir, in salita, dalla strada militare, da Festiona a Vinadio. In discesa, invece, dal centro di Demonte. "A breve avrò un incontro con la Provincia proprio su questo punto. Comunque a mio avviso non è una soluzione praticabile, perché la strada non è sicura, in particolare nella parte di competenza comunale, a rischio frane. Può sopportare il passaggio di autovetture, ma non quello di 250 tir al giorno. E comunque sarebbe utilizzabile non più di 3 mesi all'anno", spiega ancora la sindaca.

Si chiede anche un nuovo monitoraggio dell'aria, in zona, da farsi tra la primavera e l'estate. L'ultimo, realizzato da Arpa Piemonte, risale al 2010: i risultati del campionatore portatile posizionato all'interno di via Martiri e Caduti della Libertà erano stati decisamente poco rassicuranti. Da allora, tra l'altro, il passaggio di tir è decisamente aumentato. 

"Sono consapevole della situazione. Il paese di Aisone è messo ancora peggio, perché non ci sono nemmeno i soldi per progettare un'alternativa. Noi ce l'avremo, ma dobbiamo portare pazienza. Dopo 30 anni di parole, ora abbiamo una soluzione", la conclusione della sindaca. Che dovrà comunque continuare a vedersela con le proteste dei suoi concittadini, ormai esasperati.

Barbara Simonelli

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