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Cuneo e valli | venerdì 13 ottobre 2017, 08:30

Valle Roya: ora ci sono i divieti ai TIR, ma…

L’impressione é che si stia per scrivere una nuova pagina in questa contrastata vicenda e che chi lavora per una soluzione di “mediazione” stia compiendo passi avanti

Da lunedì 16 ottobre i Tir che transiteranno, privi di autorizzazione, lungo la dipartimentale della Valle Roya rischieranno una multa di “classe 4”, pari a 135 euro oltre all’obbligo di fare dietrofront e tornare per la strada dalle quale sono giunti.

E’ l’effetto dell’ordinanza intercomunale emessa il 1° settembre dai sindaci dei comuni interessati al percorso della RD 6204 (Breil, Fontan, Saorge, La Brigue e Tende) e della loro successiva, concreta decisione, quella di sistemare i cartelli di divieto ai mezzi di peso superiore alle 19 tonnellate.

In Francia la decisione non ha stupito più di tanto, né ha scatenato polemiche. La Prefettura di Nizza, che ha nella sottoprefetto Nice Montagne, Gwenaëlle Chapuis, la funzionaria incaricata del dossier si limita a ricordare che i giudici amministrativi hanno ricevuto l’istanza  e che la posizione non è cambiata, “cet arrêté est illégal”, ma poi, come riporta Nice Matin, pronuncia una frase alquanto sibillina “nous travaillons tout de même sur sa légitimité”.

Frase che può essere letta in diverse maniere, anche in quella di una mediazione in atto per limitare il transito ai Tir ed aprire qualche spiraglio per tranquillizzare la parte italiana, soprattutto quella di confine.

Che la “lettura” possa essere questa, del resto, viene dal fatto che dalla Prefettura si continua a ricordare che sono in corso studi sull’inquinamento e sull’impatto dei mezzi di grossa dimensione sulla strada dipartimentale, così da avere una  “vision correcte, objective et honnête de la situation” dando poi un appuntamento che non è proprio dietro l’angolo: ”Una riunione per fare il punto con i cinque sindaci è già stata programmata per il 15 novembre”….

Una sorta di apertura di credito, dunque, alle amministrazioni locali che potrebbe rappresentare il proprio passo per una condivisione di scelte che, del resto, in Valle Roya tutti i sindaci danno per scontate.

Non solo i sindaci, per di più, ma anche la “Fédération nationale des transports routiers dans les Alpes-Maritimes” che per bocca del suo presidente Patrick Mortigliengo sottolinea come “cette route n’est pas faite pour de gros camions”.

Quella che all’inizio sembrava una solitaria battaglia di due sindaci, quello di Breil e quello di Fontan, estesa poi agli altri amministratori della vallata, in un primo momento apparsi titubanti, ora sembra trovare pochi oppositori per lo meno nella parte francese, che poi è quella interessata al passaggio dei mezzi.

Certo, su tutta la questione, pendono i giudizi che darà il Tribunale Amministrativo di Nizza sui due provvedimenti di divieto: quello di gennaio (peraltro implicitamente revocato e sostituito da quello di settembre) e appunto il secondo, di oltre quaranta giorni fa, che, di fatto, ha assunto al proprio interno tutte le osservazioni che i giudici amministrativi avevano addotto nel motivare la propria decisione sospensiva, in sede di esame sulla procedura di urgenza e di immediata applicabilità, dell’ordinanza di inizio anno senza peraltro entrarvi nel merito.

I tempi della giustizia amministrativa potrebbero dunque anche allungarsi, nell’ipotesi il Tribunale dovesse archiviare la pratica relativa all’ordinanza di gennaio (di fatto non più in vigore) e quindi riaprire un fascicolo solo sull’ordinanza di settembre. Intanto i cartelli sono stati apposti e da lunedì si assisterà alla pratica applicazione dell’ordinanza.

La Polizia Municipale sarà chiamata a farli rispettare, c’è chi sostiene che Gendarmerie e Polizia Nazionale, invece,  non se ne cureranno: interpretazione che, peraltro, non appare in linea con l’idea di “stato di diritto” che caratterizza la Francia.

Possibilista  il sindaco di La Brigue, Daniel Alberti, che ammette come l’ordinanza che blocca i poids lourds non è la soluzione migliore e, come sottolinea a Nice Matin, vi è ora “tempo per discutere e trovare una soluzione definitiva. Non bisogna aspettare che si verifichi un grave incidente per farlo”.

L’impressione, in ogni caso, che si stia per scrivere qualche nuova pagina in questa contrastata vicenda e che chi lavora per una soluzione di “mediazione” stia compiendo passi avanti.

 

Beppe Tassone

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