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Sport | lunedì 16 ottobre 2017, 13:45

“Stop alle mountain bike nelle Alpi Marittime?” Replica Cônitours: “Falso allarmismo”

Il nuovo “Regolamento delle Aree Protette delle Alpi Marittime” - in attesa di approvazione da parte della Regione - ha messo in allarme i cicloamatori che hanno creato un gruppo facebook

“Stop alle mountain bike nelle Alpi Marittime?” L'allarme corre su facebook con un gruppo creato da cicloalpinisti locali e amanti delle attività outdoor in genere.

Tutto nasce dal nuovo “Regolamento delle Aree Protette delle Alpi Marittime”, in attesa di approvazione da parte della Regione Piemonte.

A mettere in allarme gli appassionati è l’articolo 5 che regolamenta l’attività ciclistica. Nel mirino delle polemiche il comma 1 che recita: “La circolazione delle biciclette, comprese quella a pedalata assistita, è consentita sulle piste forestali, sui sentieri e le mulattiere individuati e segnalati dall’Ente”.

Secondo i cicloamatori si va oltre il corretto dovere di salvaguardia dell’ambiente da parte di un parco: “Nonostante l’approccio in apparenza positivo al tema - “è consentito”- sostanzialmente significa che l’utilizzo della bicicletta viene vietato ovunque, salvo l’individuazione e la segnalazione di percorsi che l’Ente avrà la compiacenza di concedere in deroga. Questo articolo potrebbe sancire la messa al bando della pratica della mountain bike su centinaia di chilometri di strade e sentieri in tutte le aree protette delle Alpi Marittime che comprendono porzioni della Val Tanaro, Valle Pesio, Val Vermenagna, Valle Gesso e Valle Stura”.

Il gruppo facebook in pochi giorni ha raccolto 371 adesioni, anche da parte di gestori di rifugi, operatori turistici, alpinisti di punta e scrittori di montagna.

Nella lettera inviata agli organi di stampa aggiungono: “Da un incontro avuto con i rappresentanti dell’Ente Parco è emerso che fra le ragioni di questo divieto vi sia il timore dell’”invasione” delle e-bike. Vietare l’accesso a tutti i tipi di bici e su tutti i sentieri, in maniera indiscriminata, non è una risposta accettabile che ci si aspetti da un soggetto che oltre che tutelare l’ambiente deve permetterne una fruizione sostenibile. Dal nostro punto di vista riteniamo ci possano essere altre alternative al divieto per ottenere entrambi questi obiettivi. Per questo chiediamo lo stralcio del comma 1 dell’Art. 5 nelle sedi regionali per valutarne una modifica che tenga conto delle opinioni di chi l’escursionismo alpino in mountain bike lo pratica e lo vive ogni giorno con passione e rispetto”.

“Si tratta di un falso allarmismo – ha dichiarato il direttore Cônitours Armando Erbì -. L'articolo 5 non porta nulla di nuovo. La circolazione delle biciclette e delle e-bike sarà consentita ovunque, salvo interdizioni particolari decise dall'ente. Presto faremo un comunicato congiunto con il Parco per chiarire la situazione”.

Ecco il testo integrale dell'articolo 5.
Attività ciclistica
1. La circolazione delle biciclette, comprese quelle a pedalata assistita, è consentita su tutte le strade, le piste forestali, i sentieri e le mulattiere delle aree protette.
2. L’Ente può interdire tale circolazione su particolari sentieri e mulattiere dandone pubblicità e informazione al pubblico mediante opportuna segnaletica.
3. E’ vietato compiere con le biciclette percorsi fuoristrada e fuori sentiero se non conducendole o trasportandole a mano.
4. Su strade, sentieri, mulattiere e piste forestali i ciclisti sono tenuti a seguire rigorosamente il tracciato originale senza compiere tagli di curve e tornanti, a dare precedenza ai pedoni e a regolare la propria velocità in modo da non creare pericolo agli altri visitatori.
5. Sono vietati la pratica del down-hill e il ripercorrere più volte lo stesso sentiero utilizzando mezzi meccanici motorizzati per la risalita, salvo su percorsi individuati e segnalati dall’Ente.

cristina mazzariello

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