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Cuneo e valli | 17 ottobre 2017, 17:35

Andrea Olivero: “Per vincere il centrosinistra deve andare oltre il Pd”

Il viceministro alle Politiche Agricole ipotizza la presenza di una formazione civica o candidature esterne nelle liste del Partito Democratico. “Nessuna operazione – dice – finalizzata ad anacronistici tatticismi centristi”

Andrea Olivero

Andrea Olivero

In tanti, ovviamente tra gli addetti ai lavori, si chiedono quale scelta farà il viceministro alle Politiche Agricole Andrea Olivero in vista delle elezioni politiche della prossima primavera.

Ex presidente nazionale delle Acli, eletto nel 2013 al Senato nelle fila di Scelta Civica, dopo le dimissioni di Enrico Costa, è rimasto l’unico cuneese a far parte del governo di Paolo Gentiloni.

Oggi è dato molto vicino al Pd, pur senza esserne iscritto, e fa parte dell’associazione politico-culturale “Monviso in Movimento” presieduta dall’assessore regionale Alberto Valmaggia.

Lo abbiamo interpellato per cercare di capire qual è la sua posizione anche in considerazione del fatto che, se arriverà il via libera da Palazzo Madama alla nuova legge elettorale, scatterà la campagna elettorale.

Olivero, quali sono le sue intenzioni?

“La nuova legge elettorale spinge a costruire alleanze. Per il centrosinistra, area nella quale mi riconosco, si tratta di riuscire a dar vita ad un punto di riferimento il più ampio possibile in cui l’elettorato possa ritrovarsi”.

Quali le possibili opzioni per realizzare ciò che lei ipotizza?

“Il centrosinistra, per restare in casa nostra, può essere vincente solo se va oltre i confini del Pd. Questo è ciò che impone il “Rosatellum” ed è ciò su cui in questi giorni stanno ragionando Matteo Renzi e i dirigenti del partito”.

Se non interpreto male, potrebbe trattarsi di un’ulteriore “gamba”, non dissimile da quella che è stata, per le regionali, l’esperienza di Monviso in Movimento?

“A grandi linee è così. Ma mentre l’esperienza di “Monviso” è circoscritta al Piemonte in questo caso si tratta di mettere in piedi una formazione che sia estesa a tutto il Paese perché la soglia di sbarramento è al 3% a livello nazionale”.

Un’area centrista che guarda a sinistra?

“E’ bene chiarire che un’eventuale iniziativa di questa natura non può essere realizzata solo per ragioni tattiche. Di queste operazioni centriste, nate esclusivamente in funzione elettoralistica, ne sono già state fatte troppe e si sono rivelate tutte fallimentari”.

Quindi?

“Le strade che vedo sono due. Una è quella che ho descritto, ma che non sarà facile realizzare dati i tempi stretti. L’altra è quella di possibili candidature “esterne” nelle liste del Pd che tengano conto delle peculiarità del territorio. Si tratterebbe, credo, di un valore aggiunto significativo in una realtà complessa qual è il Cuneese”.

E il viceministro Olivero, in attesa che il Senato dia il via libera al Rosatellum, che cosa fa?

“Lavora sodo rispetto alle competenze che gli sono state affidate e segue  con particolare attenzione le problematiche agricole del territorio. Per il resto attende. In questo momento non posso dire altro se non che non intendo partecipare ad un’accozzaglia pur che sia. Se il progetto e la proposta saranno seri, ovviamente, li valuterò”.

Giampaolo Testa

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