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Curiosità | 17 ottobre 2017, 11:45

Giovanna e Masino insieme da 72 anni: grande festa il prossimo 25 ottobre

Riceviamo e pubblichiamo questo bellissimo racconto di vita

Giovanna e Masino insieme da 72 anni: grande festa il prossimo 25 ottobre

In quest’epoca di centenari la longevità non fa oramai più notizia, ma la longevità di una coppia è davvero rara. Due anni fa i giornali avevano dato notizia dei 70 anni di matrimonio di Giovanna Marcìa e Masino Anghilante. Sono passati altri due anni e Giovanna e Masino continuano a vivere in casa propria, da soli, e a farsi una grande compagnia.

Il prossimo 25 ottobre festeggeranno con un pranzo i 72 anni di matrimonio, circondati dall’affetto dei quattro figli, dei sette nipoti e dei sei pronipoti. Si erano sposati nell’autunno del 1945, pochi mesi dopo la fine della guerra, alle sei del mattino nella chiesa della Crouzà di Sampeyre, in valle Varaita, alla presenza di pochi amici e parenti ma senza i genitori, che evidentemente non ritenevano conveniente quel matrimonio.

Mai valutazione fu più sbagliata, visto che i due sposi si vogliono ancora un gran bene, anzi se ne vogliono sempre di più. Dopo le nozze un piatto di raviole dalla nonna di Giovanna, e poi via con una vita di lavoro forsennato: lei ad allevare i quattro figli, a preparare grandi pasti domenicali per tutti, ad aiutare il marito nel negozio; Masino a continuare l’attività di famiglia, la macelleria, prima a Sampeyre e poi dal 1958 a Cuneo, per non mandare i figli in collegio.

Ma la sua grande passione sono sempre state la musica e le tradizioni della propria terra: negli anni ’50 crea e dirige la banda musicale (prima che l’emigrazione dalla montagna ne portasse via la maggioranza dei componenti), negli anni ’60 la corale “Monte Nebin”, negli anni ’70 e ’80 il gruppo di balli tradizionali “I balarin dal Besé”. E poi ancora, fino agli anni ’90, decine di corsi di avviamento musicale per i ragazzi della valle, con Masino che insegna qualsiasi strumento, dalla chitarra alla fisarmonica, dalla tromba al violino, dal flauto alla batteria.

Nel corso della vita ha composto centinaia di canzoni e poesie, prima in italiano, poi in piemontese e finalmente nell’occitano di Sampeyre, diventando uno dei protagonisti del risveglio letterario delle valli di lingua d’Oc. Componimenti pubblicati poi in due volumi (Ciaminà e pensà del 1985, e Chantominà del 2003), e tra i quali ci sono canzoni (come La baita, Lassi pasé, Charamaio mai, Marieto, La priero dal mountanar...) che nelle valli cuneesi sono entrate nel repertorio popolare e che si sentono sovente cantare senza che se ne conosca più l’autore.

Negli ultimi anni Giovanna, 92 anni, ha avuto problemi di osteoporosi alla schiena e al femore, ed è ora costretta sulla carrozzella. Per questa ragione i due sposini non possono più abitare nell’amata casa di famiglia sulla piazza di Sampeyre (“con tutte quelle scale...”) e vivono nel loro piccolo appartamento a Cuneo, aiutati da una badante.

Nel giugno scorso Masino, 96 anni, ha deciso di non rinnovare più, dopo 78 anni, la patente di guida: “Non mi sento più così sicuro...”. Ma tutte le mattine esce per fare la spesa e poi cucina con passione i pasti. Al pomeriggio, accompagnati da uno dei figli, due ore nei giardini accanto all’INPS, la domenica Messa al Santuario degli Angeli. Ma la loro conversazione, e il loro cuore, finisce sempre lassù, “per roche e bosc e per coumbal” - come recita un canto di Masino – “findi a la simo, touchà lou chel e lou soulei” (Per rocche e boschi e per valloni,/ fino alla cima, a toccare il cielo e il sole”).

redazione

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