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Cuneo e valli | venerdì 20 ottobre 2017, 07:15

Nonostante la Waterloo delle amministrative i “Fratelli” non depongono i coltelli

Il partito erede di An domenica elegge i rappresentanti all’assemblea nazionale. Non si trova un reggente condiviso cui affidare la campagna elettorale. Nel frattempo Beppe Lauria, “il ribelle”, chiama a raccolta camerati e amici dai quattro angoli della provincia.

Giuseppe Menardi e Giorgia Meloni

Giuseppe Menardi e Giorgia Meloni

Fratelli d’Italia va a congresso non per eleggere il segretario provinciale, ma esclusivamente per designare i delegati all’assemblea nazionale di inizio dicembre, che si svolgerà a Roma e che vedrà sicuramente riconfermata Giorgia Meloni.

Nella Granda i tesserati al partito, erede di Alleanza Nazionale, sono circa 250. Tra loro, da quanto si evince, pare non esserci un’armonia propriamente fraterna visto che, nonostante la batosta elettorale, continuano ad accapigliarsi per qualche strapuntino.

All’indomani della Waterloo cuneese il coordinatore provinciale William Casoni aveva annunciato che si sarebbe fatto da parte.

Sono passati alcuni mesi e la figura di un reggente, l’uomo/donna che dovrebbe gestire a livello locale la campagna elettorale delle prossime politiche, ancora non si trova.

Ad ambire a quel ruolo pare esserci la braidese Paola Valvo, ma il gruppo dell’area cuneese vorrebbe Enzo Tassone, consigliere di minoranza a Chiusa Pesio.

Il “grande  vecchio”  Paolo Chiarenza, pur dichiarandosi fuori dai giochi, continua a tessere la sua tela per tenere accesa la fiamma e spera in un sussulto di orgoglio.

Non sarà comunque facile venire a capo di un matassa ingarbugliata dove i fratelli sono “coltelli” né più né meno di quanto sta succedendo sul versante della sinistra post comunista.

Se al tavolo regionale del centrodestra, nelle ultime amministrative del capoluogo, Fratelli d’Italia aveva strappato a Forza Italia e Lega la candidatura a sindaco di Cuneo per l’ex senatore Giuseppe Menardi , alle politiche non sarà così. Sia gli uni che gli altri si guarderanno bene dal cedere spazi nel Cuneese.

Del resto, la situazione nel partito resta quanto mai precaria, ai limiti della sopravvivenza.

 

Gli ex crosettiani si sono dileguati.

Il solo rimasto, che ha peraltro conseguito l’unico e più  importante risultato alle scorse comunali è Valerio Oderda, sindaco di Racconigi. Ma, indaffarato com’è nella gestione della sua ecumenica “Officina”, difficilmente si farà imbrigliare, a maggior ragione in clima così avvelenato.

In verità, ci sarebbe anche la “casoniana” Monica Ciaburro, sindaca di Argentera, ma il suo micro Comune deve fare i conti con una situazione di default che non le consente di distogliere lo sguardo dal municipio.

Restano gli ex An di matrice missina, Guido Giordana, Denis Scotti ed Enzo Tassone, tutti della nidiata di Chiarenza.

E poi – piaccia o no – resta il vulnus dell’“apostata” Beppe Lauria.

Ma è pensabile un riavvicinamento tra lui e il “patriarca”, nonostante le comuni radici nel Movimento Sociale, quando entrambi facevano parte della  “Destra Sociale” di Gianni Alemanno?

Immaginare che i due possano tornare a stringersi la mano è gesto che attiene alla fantasia, ma chi pratica la politica sa che in occasione di appuntamenti elettorali tutto può diventare possibile.

Il vento di destra che sta spazzando l’Europa consiglierebbe ai Fratelli di deporre i coltelli.

Chissà che a Roma qualcuno non stia pensando di intervenire per porre fine a questa interminabile, inutile rissa, nella quale non sono chiari nemmeno i motivi della contesa.

Giorgia Meloni e il suo staff sono quanto mai sensibili al consenso e potrebbero anche realizzare che un uomo, per quanto incorreggibile lupo solitario, da solo vale cinque volte quel che ha raccolto l’intero partito.

Lauria potrebbe essere il figliol prodigo che fa al caso loro.

Una mera coincidenza il fatto che “Beppe il ribelle” stia organizzando una cena per richiamare alle armi camerati e amici più fidati dai quattro angoli della provincia?

E se fosse la prova generale per esercitare un’Opa sui Fratelli cuneesi?

Giampaolo Testa

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