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Cuneo e valli | venerdì 20 ottobre 2017, 08:25

Roya: sindaci e sottoprefetto sulle barricate

C’è anche chi lavora per una soluzione concordata che “segni” una tregua tra i sindaci e la Prefettura: il 7 novembre vi sarà l’udienza in Tribunale a Nizza e, in attesa della sentenza, il 15 novembre un incontro tra tutti i protagonisti di questa vicenda

Non sono certo colpi di fioretto quelli che i cinque sindaci dei comuni attraversati dalla Strada Dipartimentale della Valle Roya si stanno scambiando con la sottoprefetto Nice – Montagne, Gwenaëlle Chapuis: in questo momento siamo alla “guerra di posizione”.

In ogni trattativa che si rispetti, come in qualunque gioco di società, vi sono i momenti nei quali ci si arrocca e quelli nei quali si cerca di “aprire”, magari anche per andare a vedere le carte. Le “carte” saranno messe sul tavolo il prossimo 7 novembre, quando il Tribunale Amministrativo di Nizza, su istanza della Prefettura, dovrà pronunciarsi sull’ordinanza sottoscritta dai cinque amministratori locali che nega il transito, se non con particolari eccezioni, ai mezzi di peso superiore alle 19 tonnellate.

In attesa di quel giorno, consci, da una parte e dall’altra,  che l’esito non è affatto certo, le parti si dedicano a “marcare il territorio”.

Così mentre i Sindaci, indossata la fascia tricolore e accompagnati dalla polizia locale, scendono in campo e sanzionano alcuni mezzi pesanti sorpresi a circolare in “violazione” dei cartelli stradali posti lungo la strada, la sotto prefetto, rilascia un’intervista a Nice Matin nella quale definisce l’ordinanza “illegale” e le azioni dei sindaci, che hanno anche indotto alcuni Tir a tornare indietro e a ripercorrere a ritroso la Roya, “sproporzionate e non ammissibili”.

Nel mirino la competenza dei sindaci a determinare chi può circolare o meno lungo una strada Dipartimentale e, punto di un certo spessore, l’assenza di documentazione tecnica a corredo dell’ordinanza. In pratica, secondo l’alta funzionaria, mancherebbe una relazione tecnica sullo stato dell’aria e sulla potenziale pericolosità della circolazione dei mezzi sotto il profilo ambientale. Contestati anche i luoghi nei quali i sindaci e la polizia locale si sarebbero appostati per “fermare” i mezzi e indurli, dopo aver comminato una sanzione, a fare marcia indietro.

Si tratta dei piazzali della stazione di Breil e di quello posto a ridosso del tunnel di Vievola. Secondo  Gwenaëlle Chapuis non farebbero parte delle loro “agglomérations”. Pronta la risposta del sindaco di Breil che precisa che l’area di controllo fa parte dell’agglomerazione urbana, anche se ne è proprio ai limiti. Anche André Ipert, sindaco di Breil,  concorda sulla necessità di acquisire studi sulla qualità dell’aria e sull’impatto della circolazione pesante: “E’ da tanto tempo che li chiediamo e attendiamo con impazienza le loro conclusioni”.

Come a dire: non facciamo di una relazione che arriverà chissà quando, visto che riguarda più stagioni, un paravento per rinviare sine die una decisione che vede la popolazione “non poterne più”.

Rilanci anche sotto il profilo tecnico “Su 40 km di strada dipartimentale, solo un piccolo tratto, a tre corsie, è adeguato a mezzi pesanti”.

Netta anche la posizione di Jean Pierre Vassallo, Sindaco di Tende, che sempre a Nice Matin confida:”Negli ultimi due anni siamo dovuti ricorrere 28 volte ad interventi di manutenzione per riparare le canalizzazioni danneggiate dalle vibrazioni prodotte dai mezzi pesanti”.

Poi, in maniera molto netta, definisce “brutale” la reazione della sotto prefetto.

Però c’è anche chi lavora per una soluzione concordata che “segni” una tregua tra i sindaci e la Prefettura: il 7 novembre vi sarà l’udienza in Tribunale a Nizza e, in attesa della sentenza, il 15 novembre , sempre a Nizza, si terrà un incontro tra tutti i protagonisti di questa vicenda.

Forse quello sarà il giorno nel quale le carte saranno tutte posate sul tavolo e s’inizierà un percorso concordato.

Una soluzione non è impossibile, difficilmente , però, tutto resterà come prima.

Beppe Tassone

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