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Ad occhi aperti | sabato 21 ottobre 2017, 17:51

Domanda/offerta: cultura e logiche di mercato - Loving Vincent

Molte cose, nel nostro mondo, corrispondono alla legge di mercato della domanda e dell’offerta, e su questo credo proprio non ci possa essere alcun tipo di dubbio. Ma sarò ingenuo, e probabilmente lo sono davvero, però mi sento di considerare l’arte un campo un po’ atipico in questo senso

“Loving Vincent” è un film del 2017 di produzione anglo-polacca scritto da Dorota Kobiela, Hugh Welchman e Jacek Dehnel, e diretto proprio da Kobiela e Welchman.

Protagonista della vicenda è il giovane Armand Roulin, figlio di un postino della Francia del 1891, incaricato dal padre di consegnare una lettera a Theo van Gogh, fratello del celebre Vincent (da poco suicidatosi): inizierà così un viaggio che andrà a toccare i luoghi e le persone ritratte dall’artista, che lo porterà sempre più vicino a lui, alla sua produzione e alla sua vita del tutto tormentata. 

Non lo faccio sempre, e forse lo faccio meno di quanto vorrei (ci rifletterò, lo prometto), ma oggi qui su “Ad Occhi Aperti” si parla di cultura.Sì... lo so che della cultura non interessa quasi niente a quasi nessuno, ma visto che su questa rubrica si parla di film (e, a volte, di fumetti, libri e serie tv) spero voi, miei cari dieci lettori, non possiate essere annoverati nel novero di questi “nessuno”. E, in ogni caso, è proprio su questo aspetto della cultura che mi piacerebbe riflettere: la lontananza dell’uomo medio cosiddetto da essa. È realtà?

Ascoltando le risposte di alcuni cuneesi alla nostra video-intervista settimanale sulla candidatura di Cuneo a Capitale della Cultura 2020 e sulle possibilità reali non solo di accedere tra i 10 finalisti ma addirittura di trionfare sul serio, parrebbe proprio di sì: più di uno degli intervistati sottolinea come se agli eventi culturali non compaiono personaggi o nomi di grande richiamo a livello nazionale difficilmente la risposta di pubblico è soddisfacente e, allo stesso tempo, che la città dovrebbe spendersi di più nell’organizzazione di manifestazioni più smaccatamente culturali.

C’è un po’ di confusione, insomma, a ben guardare. Ma la prima delle due affermazioni è sicuramente vera: prendete a esempio gli eventi di Scrittorincittà, in partenza tra l’altro il prossimo novembre, e provate a fare il conto di quelli che davvero fanno “il pieno” di pubblico. Dove sta l’errore, allora?

Credo che “Loving Vincent”, primo film della storia del cinema a essere stato interamente dipinto e non girato in modo tradizionale, sia un ottimo esempio di cosa si dovrebbe fare per sistemarlo, questo errore, a prescindere da dove davvero stia. Si tratta infatti di un ottimo esempio di arte di altissimo livello raccontata e approcciata in un modo più che comprensibile: la pittura, uno dei mezzi artistici che nell’immaginario collettivo risulta essere più complesso, unita al cinema, il mezzo artistico più popolare di tutti nelle intenzioni sin dalla propria nascita. Un’occasione imperdibile, insomma, credetemi.

Il nodo della questione, almeno dal mio punto di vista, non è tanto che alla gente comune non interessi l’arte, quanto piuttosto il contrario: è a chi fa arte che non interessa più davvero la gente comune, farsi comprendere, far passare alcuni tipi di messaggio non tanto a livello emotivo o filosofico, ma proprio a livello concreto. In un mondo in cui la celebrità arriva ormai sempre più a colpi di click e in modo assolutamente preconfezionato e quasi improvviso, sembra perfettamente comprensibile il dividere i fruitori in “target di riferimento”.

Molte cose, nel nostro mondo, corrispondono alla legge di mercato della domanda e dell’offerta, e su questo credo proprio non ci possa essere alcun tipo di dubbio.Ma sarò ingenuo, e probabilmente lo sono davvero, però mi sento di considerare l’arte un campo un po’ atipico in questo senso. Continuiamo a considerare il cinema: è verissimo che, per esempio, i film sui supereroi oppure presi da fumetti/videogiochi abbiano successo perché con ogni probabilità è un periodo in cui la gente ha fame di intrattenimento di questo tipo. Ma nonostante tutto “Loving Vincent” si è attestato con facilità come il film-evento più visto di sempre in Italia.Ecco.

Quindi è vero che l’offerta segue la domanda, in linea generale... ma a volte senza offerta non può esserci domanda.

simone giraudi

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