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Attualità | sabato 21 ottobre 2017, 14:35

Crisi Burgo, salta il 'secondo round' della trattativa: “Necessario ricucire i rapporti tra sindacati e azienda”

La notizia arriva durante il consiglio comunale aperto in programma a Palazzo Drago nella serata di ieri, venerdì 20 ottobre. Si è discusso di una possibile apertura di un tavolo al Mise e della responsabilità degli istituti di credito nella crisi della cartiera

Crisi Burgo, salta il 'secondo round' della trattativa: “Necessario ricucire i rapporti tra sindacati e azienda”

Salta l’incontro in programma per martedì 24 ottobre in Confindustria a Cuneo, secondo round della trattativa con i sindacati sulla vertenza Burgo di Verzuolo. Gli scioperi di questa settimana (due ore al giorno, dieci complessive) hanno portato l’azienda a scegliere di non presentarsi ai prossimi tavoli.

La notizia arriva durante il consiglio comunale aperto indetto dall’amministrazione verzuolese per la serata di ieri, venerdì 20 ottobre, il cui ordine del giorno riguarda la procedura di licenziamento collettivo per 143 lavoratori della cartiera operanti sulla linea ottava (linea che produce carta patinata e che verrà dismessa ad inizio 2018) e sull’indotto legato ad essa.

Presenti – oltre i lavoratori, cittadini e istanze sindacali - molti sindaci dei comuni limitrofi del saluzzese e non (presenti tra gli altri anche il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni e il vicesindaco di Cuneo Patrizia Manassero), il viceministro Andrea Olivero, l’ex ministro Enrico Costa, i deputati Mino Taricco e Chiara Gribaudo, Paolo Allemano in rappresentanza della Regione e Milva Rinaudo per la provincia. Grande assente – nonostante l’invito del sindaco verzuolese Giancarlo Panero - l’azienda e l'Unione Industriale.

“Con la crisi della Burgo è colpita l’intera zona.” – ha aperto così il consiglio il sindaco Panero - “Chiediamo la sospensione della procedura di licenziamento all’azienda con la presentazione di un piano industriale sostenibile per avere finanziamenti e attivare gli ammortizzatori sociali per la riorganizzazione. Dobbiamo discutere delle scelte territoriali. C’è bisogno di una politica industriale territoriale ad ampio respiro.” E sulla scelta dell’azienda di non presentarsi ai prossimi incontri con i sindacati il primo cittadino ha affermato: “Necessario convocare un incontro informale per riallacciare i rapporti tra Burgo e sindacati.”

Per i sindacati sulla crisi della cartiera verzuolese: “Bisogna capire chi è la vera proprietaria della Burgo. Abbiamo analizzato le visure camerali e in questa crisi c’è la responsabilità degli istituti di credito (MedioBanca, Unicredit, San Paolo e Generali detengono una buona fetta delle azioni Burgo Srl ndr) e chiedono ad azienda e istituzioni: “Un progetto industriale per salvare i posti di lavoro e riorganizzare lo stabilimento”. Spiegano Davide Masera (segretario Cgil Cuneo) e Massimiliano Campana (segretario Cisl) insieme alla rappresentanza sindacale dello stabilimento. 

Nell'incontro si è parlato di proseguire un percorso che possa garantire l'apertura di un tavolo al Mise: "Cerchiamo di capire quali sono le intenzioni dell'azienda" - ha detto il viceministro alle politiche agricole Andrea Olivero - "L'impresa ci deve dire quali sono le istanze. A quel punto si potrà partire per portare la vertenza al ministero." Concetto ripreso dall'ex ministro Enrico Costa: "La crisi della Burgo non si risolve in loco."

Nella sala incontri di Palazzo Drago la deputata cuneese Chiara Gribaudo - responsabile nel Pd del dipartimento Lavoro - ha riportato l'attenzione sulla necessità di capire la vera proprietà della della cartiera che da 120 anni dà occupazione alle famiglie di Verzuolo e dei territori circostanti: "Il più grande sforzo è quello di andare a stanare le banche con cui dobbiamo favorire un percorso virtuoso per salvaguardare i posti di lavoro. Bisogna fare in modo che tutti gli attori coinvolti siano uniti”.

Un'unità auspicata anche dal consigliere regionale - ex sindaco di Saluzzo - Paolo Allemano (in sostituzione dell'assessore Gianna Pentenero, capofila nel tavolo regionale aperto sulla "questione Burgo"):"La Burgo rappresenta la storia di tutto un territorio. Non si può buttare via un pezzo di storia. Non lo consentiremo."

Daniele Caponnetto

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