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Saluzzese | sabato 21 ottobre 2017, 11:34

In carcere il giovane marocchino che ha malmenato e rapinato un uomo a Bagnolo Piemonte

La vittima, di origini cinesi, aveva reagito al furto di 500 euro, così il malvivente lo ha picchiato e strattonato

In carcere il giovane marocchino che ha malmenato e rapinato un uomo a Bagnolo Piemonte

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Bagnolo Piemonte hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Cuneo, su richiesta del Pubblico Ministero, nei confronti di un pregiudicato 24enne, di origine marocchina, residente nel saluzzese, ritenuto responsabile, di rapina e lesioni personali aggravate.

I fatti risalgono al pomeriggio del 28 settembre scorso, quando un cittadino cinese, residente a Bagnolo, richiedeva l’intervento di una pattuglia di Carabinieri, dopo essere stato violentemente aggredito da un uomo che gli aveva sottratto la somma contante pari a 500 euro.

I militari della locale Stazione, giunti immediatamente sul posto, constatavano che la vittima aveva poco prima parcheggiato il proprio ciclomotore in strada, appoggiandovi sopra il giubbotto, all’interno del quale era custodito il portafoglio contenente denaro e documenti personali.

Mentre era intento ad effettuare lavori di giardinaggio, si accorgeva che un uomo, di apparenti origini magrebine, si avvicinava al motoveicolo, impossessandosi degli oggetti custoditi nel giubbotto.

Subito raggiungeva l’individuo e, dopo avere verificato l’ammanco di una consistente somma di denaro, gli intimava di restituirgli il maltolto. Questi, vistosi scoperto, per guadagnarsi la fuga e mantenere il possesso della refurtiva, reagiva con estrema violenza nei confronti della vittima, colpendola con pugni al volto e calci, nonché tentando di ferirlo al volto con un pezzo di legno che teneva in mano. L’uomo cadeva a terra dolorante, sopraffatto dalla violenza dell’aggressore, che si dileguava a bordo di una bicicletta.

Trasportato poi in Ospedale, veniva trattenuto in osservazione e giudicato guaribile, per le lesioni riportate, in 7 giorni. Le ferite riportate dalla vittima confermano la particolare violenza con cui le sono state inferte, specie per quanto riguarda addirittura l’avulsione di un dente.

Sentito nelle ore successive in relazione all’accaduto, la parte offesa raccontava l’episodio con dovizia di particolari, fornendo una descrizione dell’aggressore assai precisa e puntuale, del tutto compatibile con le fattezze di un soggetto marocchino dedito alla commissione di reati e ben noto agli operanti.

Questi ultimi, infatti, agendo con estrema tempestività, assumevano informazioni anche da altre persone eventualmente testimoni dei fatti e, infine, sottoponevano lo stesso denunciante ad una individuazione fotografica. All’esito di questa attività, la vittima riconosceva, senza ombra di dubbio, nella fotografia dell’odierno indagato, l’autore della grave aggressione subita.

A corroborare l’impianto indiziario ricostruito dagli inquirenti, la circostanza secondo cui il rapinatore, fermato casualmente dai Carabinieri qualche giorno dopo, riportava una ferita su un dito della mano, la stessa che la vittima dichiarava di avergli procurato nel corso della violenta colluttazione.

Il Pubblico Ministero, quindi, valutati gli elementi raccolti dai Carabinieri a carico dell’indagato, in relazione alle gravi contestazioni, si determinava a richiedere al GIP la misura cautelare di massimo rigore, poi applicata con il provvedimento in contesto.

L’indagato veniva rintracciato per strada, mentre si recava a Barge, dopo svariati tentativi di rintracciarlo presso la dimora abituale.

Dopo le formalità di rito, veniva associato presso la casa circondariale di Cuneo, dove il GIP lo ha sottoposto al prescritto interrogatorio di garanzia.

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