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Economia | domenica 22 ottobre 2017, 06:30

Cosa sono le strategie alternative di investimento? Come possono essere utili al risparmiatore

Le strategie alternative tornano di moda in questo momento di mercato incerto in cui molti temono una discesa dei mercati azionari internazionali e le obbligazioni offrono rendimenti molto bassi. Possono essere utili, ma a patto di comprenderne il funzionamento ed utilizzare una serie di accorgimenti che cerchiamo di raccontarvi in questo articolo.

Con l'introduzione, nel 2003 della terza direttiva comunitaria UCITS (Undertakings for

Collective Investment in Transferable Securities) recepita anche in Italia si sono aperte per gli investitori nuove possibilità di investimento, prima riservate soltanto ad investitori particolarmente facoltosi tramite i famosi e chiacchierati Hedge Funds.

La grande innovazione della direttiva ha consentito agli investitori privati italiani (anche con piccole somme) di accedere ad alcune categorie di investimento prima riservate ai grandi investitori ampliando e completando la gamma dei cosiddetti fondi a ritorno assoluto.

Le strategie alternative tornano di moda in questo momento di mercato in cui molti indici azionari si trovano a trattare sui massimi storici (per la borsa americana sono massimi assoluti) e da diversi analisti giungono voci di valutazioni eccessive.

Allo stesso tempo l'investitore prudente ha a che fare con rendimenti di mercato molto bassi, a fronte di rischi non sempre trascurabili ( ne abbiamo parlato nell'articolo che tratta del bail in e al timore del rialzo dei tassi di interesse che provocherebbe un calo dei prezzi obbligazionari, particolarmente per le scadenze più lunghe.

 

( ne abbiamo parlato qui: http://www.targatocn.it/2017/09/16/leggi-notizia/argomenti/economia-7/articolo/bail-in-come-funziona-e-come-tutelare-i-propri-risparmi.html

 


Occorre fare una premessa fondamentale, che ricordo spesso in questa rubrica: Il punto di partenza della consulenza finanziaria deve sempre essere il risparmiatore e le sue esigenze per costruire un portafoglio diversificato e tarato secondo le caratteristiche personali dell'investitore. Quindi: niente prodotti miracolosi, né soluzioni che valgono indistintamente per tutti. Solo strumenti che devono essere utilizzati al meglio e nel giusto contesto.

 

Fatta questa premessa ci sono molte ragioni per cui può essere utile approfondire il funzionamento di alcune strategie alternative, in primo luogo per comprenderne l'interessante funzionamento ed in secondo luogo per valutare con il proprio consulente di fiducia quali potrebbero eventualmente essere meritevoli di venire inserite nel proprio portafoglio.

Ne parleremo in modo semplice e divulgativo, adatto anche a chi non si occupa di finanza, sottolineandone i pregi e i limiti, invitandovi a contattarci per ulteriori approfondimenti.

Quali strategie alternative.

Ci sono molte possibilità di investimento che vengono utilizzate dagli hedge funds e sono precluse ai gestori tradizionali.

A dispetto della fama di strumenti estremamente rischiosi, gli hedge funds sono una categoria molto vasta e variegata che spazia da strategie molto aggressive e rischiose volte ad aumentare i profitti potenziali a metodologie volte a contenere il rischio e la volatilità del portafoglio. Tutto ed il contrario di tutto.

Il risparmiatore italiano, tipicamente abbastanza prudente, tende ad utilizzare queste ultime, le strategie che consentono di contenere i rischi e di diminuire la volatilità del portafoglio complessivo.

La normativa UCITS III, a cui abbiamo fatto riferimento all'inizio dell' articolo, pone delle restrizioni notevoli alla operatività dei gestori alternativi, con lo scopo di tutelare i risparmiatori. In particolare sono stati messi molti "filtri" per garantire la liquidità, la diversificazione e la limitazione nell'utilizzo della leva finanziaria.

Quindi, i fondi e le sicav alternative, non sono dei veri e propri "mini - hedge funds".

Gli strumenti messi a disposizione del risparmiatore dalla direttiva UCITS III sono infatti sottoposti dal legislatore a regole stringenti per evitare alcuni rischi particolarmente presenti nei fondi hedge classici.

Queste regole hanno eliminato i rischi legati alla scarsa liquidità e alla concentrazione degli investimenti, ma ovviamente, allo stesso tempo, hanno reso praticabili solo una parte delle strategie utilizzate dai loro "fratelli maggiori"

Per questo motivo le strategie disponibili per il risparmiatore italiano sono quasi tutte orientate nel comparto long/short, sia azionarie che obbligazionarie.

Le strategie long/short convivono bene con le limitazioni imposte dalla normativa, al contrario di altre (Event driven, distressed equity, Materie prime etc...) che verrebbero eccessivamente penalizzate o addirittura rese impraticabili.


Come funziona una strategia long short.

Un gestore di un fondo o di una sicav tradizionale ha soltanto due possibilità quando si trova di fronte ad un titolo azionario o obbligazionario: A) scegliere di inserirlo in portafoglio B) scegliere di escluderlo nel caso abbia aspettative negative sulla sua performance futura.

Questa limitazione si fa sentire soprattutto nelle fasi di mercato negative, quando il mercato va male nel suo complesso e il gestore è comunque obbligato ad acquistare dei titoli pur sapendo che dovrà attraversare una fase di ribasso. Nei momenti di mercato negativi i titoli migliori perdono comunque, magari meno degli altri, ma registrano anche loro una diminuzione del loro valore.

Al contrario un gestore alternativo che utilizzi una strategia long/short può decidere di investire sul rialzo di alcuni titoli e contemporaneamente sul ribasso di altri. In pratica ha due possibilità di ottenere buoni risultati ed è meno vincolato agli andamenti generali del mercato finanziario.

Ovviamente questa possibilità non esclude errori di valutazione del gestore, i fondi long short NON sono quindi strumenti privi di rischio. Il gestore potrebbe valutare il ribasso di un titolo, quando invece il titolo mostrerà un rialzo e viceversa.

Una prima regola è quella di valutare attentamente le capacità del gestore tramite l'analisi del suo lavoro passato. Se infatti un fondo tradizionale verrà influenzato soprattutto dall'andamento del mercato, un fondo alternativo avrà un andamento molto legato all'abilità del gestore.

In passato fare tali valutazioni significava doversi affidare a documenti riservati, difficili da ottenere e non necessariamente esatti. Oggi, anche grazie alla tecnologie, è molto facile reperire i dati relativi alle performance realizzate da un gestore. Un consulente preparato può invece essere di aiuto nel comprendere cosa ci sia all'interno del fondo o della sicav e fare quella che viene detta in gergo "analisi quantitativa" che non si basa meramente sull'osservazione delle performance.

Un particolare tipo di strategia long/short è la cosiddetta market neutral.

In una strategia market neutral il fondo ha sempre una pari quantitativo di denaro su titoli su cui investe al rialzo e su titoli su cui investe al ribasso.

Per questo motivo viene detta market neutral, perché non è influenzata dall'andamento generale positivo o negativo dei mercati finanziari, ma soltanto dall'abilità del gestore nel selezionare i migliori titoli su cui investire

In pratica la performance sarà limitata alla differenza tra le due categorie di titoli. Questa situazione rende la strategia particolarmente interessante nelle fasi di ribasso dei mercati.

In modo super semplificato possiamo ipotizzare una situazione di calo generale della borsa. A questo punto tutti i titoli, chi più chi meno, registrerà risultati negativi. Se, ad esempio, il portafoglio di titoli al ribasso ha un risultato del -20% e quello dei titoli al rialzo ha una performance del -17% l'investitore porterà a casa comunque il differenziale, ovvero, nel nostro esempio, un profitto del 3% (20%-17%)

Ovviamente la strategia market neutral è un metodo di investimento molto più prudente rispetto alle altre strategie long/short; normalmente genera dei profitti contenuti e stabili nel tempo ma non può dare risultati strabilianti


Il ruolo di una strategia del genere è quello di affiancare le obbligazioni all'interno di un portafoglio prudente, in un momento in cui il mercato obbligazionario offre rendimenti molto bassi, senza snaturarne le caratteristiche conservative.

A cosa possono essere utili le strategie alternative.

Il vantaggio principale delle strategie alternative, inserite in un portafoglio diversificato, è quello di consentire una riduzione del rischio complessivo tramite l'effetto della de-correlazione sia nei confronti delle azione che delle obbligazioni  e tentare di rendere più efficiente e più robusto il portafoglio.

Ne avevamo parlato anche a proposito dell'investimento in oro:

http://www.targatocn.it/2017/09/30/leggi-notizia/argomenti/finanzasemplice/articolo/oro-come-investimento-ecco-quello-che-dovete-sapere.html

Da tempo mi dedico con regolarità sia allo studio delle strategie alternative che al loro utilizzo nei portafogli dei miei assistiti; l'esperienza mi ha persuaso che utilizzati in modo intelligente possano migliorare notevolmente il portafoglio del risparmiatore, specie nelle fasi di incertezza.

Per questo motivo sono particolarmente utilizzate da tempo dagli investitori più facoltosi.


I limiti delle strategie alternative

Ovviamente non bisogna pensare che le strategie alternative siano un prodotto miracoloso.

Quelle più aggressive, pur offrendo potenzialità di rendimento elevato, hanno delle fasi naturali di discesa anche molto marcate, che vanno tenute in considerazione; alcune si verificano anche quando i mercati vanno bene, di conseguenza è fondamentale capire bene cosa stiamo acquistando ed avere attese ragionevoli.

Viceversa quelle più prudenti (come la strategia market neutral) si sono prestate bene a difendere il portafoglio nelle fasi negative dei mercati finanziari, ma rappresentano un limite nelle fasi di rialzo; riportano infatti performance contenute anche quando i mercati salgono perché non sono legate all'andamento generarle delle borse.

In pratica questi metodi non sfuggono al rapporto tra rischio e rendimento tipico di tutte le attività finanziare e imprenditoriali: se utilizzo un approccio prudente mi devo accontentare di rendimenti più contenuti, viceversa, puntare a risultati importanti comporta sempre accollarsi dei rischi maggiori.

Un altro limite di questa categoria di investimento consiste nel fatto che il mercato offre un numero limitato di strumenti che sono risultati efficienti nel tempo, la maggior parte di essi non è stata in grado di raggiungere gli obiettivi dichiarati. Consigli sempre di essere molto selettivi: in questo caso una scelta consapevole e critica è ancora più importante.

Un bilancio

In conclusione possiamo affermare che le strategie alternative possono essere molto utili a completare un portafoglio tradizionale, a patto di scegliere selezionare quelle di qualità e quelle adatte ai nostri obiettivi, profili di rischio e di selezionarle con attenzione per completare il puzzle del nostro portafoglio.

Senza credere ai miracoli, che in finanza avvengono molto di rado.





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Note legali: il presente articolo non costituisce sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari, inoltre non rappresenta consulenza di investimento ai sensi della normativa vigente. Prima di sottoscrivere qualsiasi strumento di investimento è fondamentale accertarsi di avere compreso a fondo le caratteristiche anche tramite la consultazione dei documenti informativi

 

Fabrizio Monge

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