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Saluzzese | 03 novembre 2017, 11:18

Caso di tubercolosi al Cnosfap di Saluzzo: previsti controlli su tutti gli studenti dell’istituto ed incontri formativi con i genitori

La segnalazione giunge dall’ospedale “Amedeo di Savoia” di Torino. Il paziente è un ragazzo di nazionalità cinese e residente a Barge, dov’è presente una delle più grandi comunità cinesi del Cuneese

Il Cnosfap di Saluzzo

Il Cnosfap di Saluzzo

È stato riscontrato all’ospedale “Amedeo di Savoia” di Torino il caso di tubercolosi polmonare contratta da un ragazzo di nazionalità cinese e residente a Barge, dove la comunità cinese è una tra le più grandi del Cuneese.

Il ragazzo frequenta regolarmente la classe prima del Cnosfap, il Centro Nazionale Opere Salesiane - Formazione e Aggiornamento Professionale, di Saluzzo, dove segue il corso per aspiranti acconciatori.

Proprio all’interno dell’istituto, il giovane avrebbe condiviso gli spazi comuni della scuola insieme ad altre decine di studenti. Nello specifico, l’Asl Cn1 fa riferimento all’aula laboratorio, che ospita tre classi in totale e le aule studio, con tutti i ragazzi iscritti al “Cnosfap”.

Si parla di un totale di 240 persone, “in gran parte nati all’estero”, come si apprende da una nota stampa diffusa dall’Asl.

Il Servizio di igiene e sanità pubblica Asl della città di Saluzzo si è prontamente attivato in merito, articolando una linea d’azione su più fronti.

In primis, martedì 7 novembre la pneumologa dell’Igiene pubblica Emanuela Murialdo incontrerà i genitori di tutti gli alunni in una riunione informativa presso l'Oratorio Don Bosco di Saluzzo. “In questa sede – spiegano dall’Asl – verranno fornite tutte le informazioni necessarie sulle modalità di controllo dell'infezione e della sua diffusione”.

A fine settimana inizieranno i controlli – ci dice Domenico Montù, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl CN1 - con test tubercolini intradermici o su sangue, nei compagni di scuola del ragazzo, identificati come i soggetti più a rischio per tempi e luoghi di esposizione.

In base agli esiti dei test in questo primo cerchio di contatti si valuterà se estendere il controllo anche agli altri studenti dell'Istituto.

In base a precedenti esperienze del nostro Servizio l'ipotesi di questo secondo intervento è comunque molto probabile. Questi interventi sono efficaci per controllare la diffusione della malattia e la sua replicazione in altri soggetti”.

Nicolò Bertola

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