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Ad occhi aperti | sabato 04 novembre 2017, 16:35

Non ci può essere storia, tra (un) uomo (solo) e natura - The Birds

Quella che più mi affascina è l’idea che nella pellicola ogni scena di violenza ne succeda una in cui un personaggio viene lasciato solo dagli altri

“The Birds - Gli Uccelli” è un film di produzione americana del 1963, scritto da Evan Hunter a partire dal soggetto di un racconto di Daphne du Maurier e diretto da Alfred Hitchcock.

La vicenda prende le mosse dal rapporto di amore-odio tra Melania Daniels e Mitchell Brenner, inserendo poi i due protagonisti e i diversi comprimari presentati in un contesto del tutto horrorifico: quello, cioè, di una sorta di “ribellione naturale” e violentissima da parte degli uccelli presenti nel territorio di Bodega Bay (dove si svolgono, appunto, i fatti) contro l’essere umano.

Ho evitato di farlo, nelle ultime due settimane, nonostante la gravità della situazione e l’importanza effettiva di ciò che sta succedendo, ma visto l’ingigantirsi progressivo della questione non posso più farlo. È tempo di parlare di incendi.

Per una volta tanto, non credo proprio ci sia bisogno di contestualizzare i fatti: quello che sta succedendo nella nostra provincia di Cuneo, in quella di Torino e in alcune altre parti del Piemonte è, letteralmente, una vera e propria catastrofe, con fronti di fiamma di varia gravità ed entità che si aprono di ora in ora in diversi luoghi, alimentati dalla straordinaria (in senso negati, ovviamente) situazione meteorologica di assoluta siccità e dalla presenza di forti venti tutt’altro che in linea con il periodo dal punto di vista delle temperature. E se la situazione è drammatica da noi, nel torinese sembra essere ancora peggio: è sufficiente guardare una delle tantissime foto della Val Susa per rimanere esterrefatti dalla somiglianza con la leggendaria terra di Mordor di tolkeniana memoria.

Come un anno fa, è ancora occasione di scontro per uomo e Natura. E, proprio come un anno fa, i ruoli di vincitore e vinto non possono che rimanere invariati: l’intervento dei vigili del fuoco, dei carabinieri forestali, degli AIB e di tutti gli altri corpi possibilmente coinvolti nello scenario di un incendio boschivo è stato solerte (e continua a esserlo, nonostante uomini e mezzi, per stessa ammissione del sindacato autonomo dei vigili del fuoco CONAPO, non siano più sufficienti per far fronte davvero all’emergenza), su questo non ci possono e non ci devono essere dubbi, ma è ormai sempre più chiaro che il cambiamento climatico sia un concetto con cui ci troveremo sempre più a fare i conti nell’immediato futuro.

Ma non tutti siamo esperti meteorologi o fisici, o scienziati in generale. E situazione come quella alluvionale dell’anno scorso e quella odierna dello scoppio improvviso d’incendi possono apparirci prive di una qualsivoglia motivazione causale... esattamente come appaiono agli occhi dei protagonisti della famosissima pellicola hitchcockiana protagonista di questo appuntamento con “Ad Occhi Aperti”, gli improvvisi attacchi da parte degli uccelli della cittadina in cui abitano.

“Gli Uccelli” è un vero e proprio classico del cinema horror, uno di quelli che spesso vengono osannati aprioristicamente e anche da chi non l’ha mai visto.

Ma in questo caso la verità è che è un capolavoro intramontabile di un regista che di capolavori intramontabili ha una carriera semplicemente costellata, oltre a essere un esempio fantastico di narrazione di genere, con la simbologia dell’uccello “ribelle” capace di incarnare una gran quantità di significati differenti a seconda dell’interpretazione che lo spettatore decide di darne. Quella che più mi affascina, specialmente in relazione alla premessa, è l’idea che nella pellicola ogni singola scena di insensata violenza ornitologica ne succeda una in cui un personaggio viene lasciato solo dagli altri, o comunque si ritrova a sperimentare il sentimento della solitudine.

La stessa solitudine, lo stesso senso di frustrante impotenza che, credo, deve aver accompagnato le forze di soccorso nei primissimi istanti di attività, davanti alle fiamme apparentemente inarrestabili e a un contesto concreto apparentemente privo di qualunque intenzione di farlo.

simone giraudi

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