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Ad occhi aperti | sabato 11 novembre 2017, 16:15

Il mistero dietro il cortile di casa - From Hell

L’idea che il passato di un certo luogo, specialmente quello emotivamente violento, incida sulle persone che lo abitano e che a sua volta queste continuino a perpetuarne l’atmosfera, è un concetto architettonico che si chiama Psicogeografia

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“From Hell” è il titolo di una graphic novel scritta da Alan Moore e disegnata da Eddie Campbell, uscita in dieci capitoli dal 1991 al 1996 e poi raccolta in un unico volume nel 1999.

Tra i titoli in assoluto più famosi dell’autore di Northampton (indubbiamente una delle 5 personalità più influenti del mondo del fumetto e dell’Arte in generale degli ultimi 30 anni), “From Hell” racconta la personale visione di Moore sull’identità, sui moventi e nel complesso sul caso del più celebre serial killer di tutti i tempi, Jack Lo Squartatore, tra massoneria, intrighi di palazzo, visioni, follia e sangue (tantissimo). 

Dopo aver trattato, come spesso faccio, di argomenti seri e gravi sia della cronaca nazionale che di quella locale, vado a spostarmi per questo appuntamento di “Ad Occhi Aperti” su notizie un po’ più leggere.

Cinema, oggi si parla di cinema.E, in particolare, dell’uscita del nuovo film di Louis Nero. All’anagrafe Luigi Biancone, è un giovane ma più che promettente cineasta italiano, autore nel 2003 del lungometraggio “Golem” e di una produzione che conta (tra altri lungometraggi e corti) circa 16 titoli differenti: se il genere fantastico è il vostro, vi consiglio di recuperarli tutti.

L’ultimo lavoro in ordine di tempo, per Nero, è “The Broken Key”, pellicola che trasporta lo spettatore in un futuro distopico e dittatoriale e in una misteriosa ricerca verso la conoscenza che passa attraverso una gran quantità di luoghi del nord-ovest italiano collegati con l’esoterismo e il misticismo; tra di essi (ovviamente), si cita diverse volte Torino, ma si trovano anche due particolari zone della nostra provincia Granda: la Grotta e la chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Saliceto. Punti d’interesse ben conosciuti, in special modo da chi è della zona, che magari spesso si danno per scontato nel loro (eventuale) significato storico.

Ho riflettuto parecchio su posti come questi, negli ultimi tempi, rileggendo quel capolavoro assoluto della letteratura e del fumetto che è “From Hell” di Alan Moore ed Eddie Campbell, il volume con cui i due autori hanno effettivamente abbandonato la scena underground del fumetto inglese per approdare all’attenzione del grande pubblico mondiale (e da cui, visto che qui si parla di film, è stata tratta un’infame trasposizione cinematografica che non ha assolutamente nulla a che vedere con la graphic novel di per sé).

Oltre alla descrizione perfetta della Londra vittoriana, dei caratteri che hanno popolato, nel corso del tempo, la storia e la leggenda di Jack Lo Squartatore, della borghesia e della nobiltà inglese e della massoneria, oggi vorrei sottolineare l’importanza di un capitolo in particolare di “From Hell”, quello in cui il protagonista William Gull (che Moore identifica proprio come il responsabile degli omicidi attribuiti a Jack Lo Squartatore) porta il proprio giovane servitore in un tour in carrozza per le strade di Londra, descrivendogli i segreti del passato recente e remoto di ogni singolo luogo presente, e i loro significati occulti.

L’idea che il passato di un certo luogo, specialmente quello emotivamente violento, incida sulle persone che lo abitano e che a sua volta queste continuino a perpetuarne l’atmosfera, è un concetto architettonico che si chiama Psicogeografia; un’idea fondamentale del secolo scorso, ma quasi del tutto sconosciuta o dimenticata. Che dovremmo invece riprendere perché ci aiuta non tanto dal punto di vista “artistico”, cosa che potrebbe onestamente non interessare a nessuno di noi, ma in special modo perché è giusto conoscere davvero i luoghi in cui ci si muove di solito, capirli, e capire come sono cambiati nel corso del tempo.

Credetemi, è un’esperienza stupenda. E ci aiuta a ricordarci che “il fantastico” si può trovare, davvero, ovunque... e non solo alla fine dell’arcobaleno.

simone giraudi

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