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Cronaca | martedì 14 novembre 2017, 14:24

Cuneese imputato per molestie sessuali: ad accusarlo la dipendente di un centro scommesse

L’uomo si difende: “Stavamo scherzando, gesto mal interpretato, le ho subito chiesto scusa”

Gli dissi cosa stai facendo, smettila, e lui si è allontanato”. Parla con un filo di voce la ragazza che accusa un uomo di averle palpeggiato il seno nell’aprile 2016 presso un’agenzia cuneese di scommesse dove lei era impiegata.

Questa mattina, in tribunale, nel processo che vede imputato un cuneese per molestie sessuali, la giovane ha raccontato che quel giorno, mentre stava scaricando dei soldi da una macchinetta, il cliente l’avrebbe afferrata, da dietro, per i fianchi e le avrebbe infilato le mani sotto la maglia. “Poi se n’è andato, e ho telefonato subito alla responsabile perché io ero da sola e non riuscivo a portare a termine il mio lavoro”, ha proseguito la presunta vittima. “Nei giorni successivi non riuscivo più a stare in quel posto, e mi sono dimessa”.

La responsabile aziendale ha confermato che la dipendente le telefonò, dicendole che l’imputato, presente in aula con il suo legale Vittorio Sommacal, le aveva messo le mani addosso. “Era agitata. Il giorno dopo chiamai l’uomo, nostro cliente abituale da anni, sempre educato e rispettoso, per chiedergli spiegazioni. Lui ammise di aver cercato di baciarla sulla guancia, perché avevano un rapporto di amicizia, ma che si era fermato lì. La dipendente era molto arrabbiata perché avrebbe voluto che fosse l’azienda a presentare la denuncia, e non si è più presentata in agenzia. A quel punto prima le abbiamo offerto di lavorare in un’altra città, ma dopo il suo rifiuto, l’abbiamo licenziata”. La teste ha inoltre spiegato che il locale era sorvegliato da una telecamera che aveva ripreso tutta la scena, ma la ragazza aveva chiesto l’acquisizione delle immagini troppo tardi, quando già erano state cancellate, dopo la denuncia.

Con la ragazza c’era un rapporto di amicizia, mi raccontava le sue confidenze”, ha riferito l’imputato. “Quella sera probabilmente ha mal interpretato un mio gesto. Avevo bevuto un paio di aperitivi, abbiamo scherzato, è possibile che l’abbia presa per i fianchi, e mentre lei si divincolava una mano involontariamente sia scivolata sul seno. Mi son subito fermato, ero in imbarazzo e le ho chiesto scusa, non ho avuto alcuna intenzione di tipo sessuale nei suoi confronti. Inoltre sapevo benissimo che c’era la telecamera che stava riprendendo tutto”. E ha aggiunto: “Non mi spiego la sua versione dei fatti e io mi ritrovo imputato per un reato molto grave”.

La pm Carla Longo ha chiesto perché, secondo lui, la giovane avrebbe dovuto inventarsi quella storia: “Era stufa di lavorare lì, secondo me voleva andarsene”.

I giudici hanno rinviato l’udienza a marzo per sentire nuovamente la persona offesa, che è stata risarcita e non si è costituita parte civile.

Monica Bruna

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