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Cuneo e valli | martedì 14 novembre 2017, 08:15

“L’unico che ha titolo a decidere sulle liste della Lega è Matteo Salvini”

Il segretario piemontese del Carroccio, Riccardo Molinari, pur mostrando qualche preoccupazione per i dati delle ultime amministrative nel Cuneese, è convinto che dalla Granda possa arrivare un grande consenso al suo partito

Riccardo Molinari (Copyright Targatocn.it)

Guardi, se mi telefona per sapere delle candidature chiudo subito la comunicazione perché non voglio né posso dirle nulla”.

Riccardo Molinari, segretario piemontese della Lega col ruolo di plenipotenziario di Matteo Salvini in terra subalpina, appare brusco di prim’acchito; poi, non fosse altro per dovere di cortesia, si concede a qualche domanda pur senza sbilanciarsi nelle risposte.

C’era anche lui all’inaugurazione della Fiera del porro di Cervere, insieme a Salvini, che per l’occasione è sembrata trasformarsi, almeno per un paio d’ore, in una Pontida cuneese.

Molinari, non mi dica che a Cervere, tra un taglio di nastro e una premiazione, non avete fatto qualche riflessione sulle candidature…

“E di cosa avremmo potuto parlare? Di nulla, visto che non si sa quando si voterà e i collegi sono ancora in fase di definizione”.

Potrebbe iniziare, ad esempio, con l’indicare i criteri con cui la Lega sceglierà i propri candidati, quali richieste avanzerà ai partner di coalizione…

“Posso dirle una cosa soltanto a questo proposito: le candidature le sceglierà personalmente Matteo Salvini. Una ad una”.

Pare che Cirio e Costa si siano già portati avanti col lavoro…

“Cirio e Costa possono fare tutti gli accordi che vogliono. Se Salvini e Berlusconi fossero contrari non se ne farebbe nulla”.

Lei sa che c’è una spiccata curiosità nei riguardi del Cuneese, anche per via degli equilibri interni alla Lega in Piemonte. E’ da qui che Gianna Gancia aveva lanciato la sfida congressuale a lei e, di riflesso, a Salvini…

“La partita congressuale ormai è esaurita. Il congresso si è svolto: c’è stato chi ha vinto e chi ha perso, com’è normale che sia. Sono piuttosto altri aspetti di questa provincia a preoccupare me e Salvini”.

E cioè?

“I risultati delle ultime amministrative nel Cuneese non sono stati esaltanti per noi. E’ un elemento su cui riflettere considerata la controtendenza rispetto al resto del Piemonte, dove invece il nostro successo è stato evidente in molte realtà”.

Quindi?

“Il test elettorale delle politiche diventa cruciale per sapere qual è l’esatto consenso della Lega in questa terra che era una delle province piemontesi a più forte trazione leghista. Sarà importante per capire qual è il nostro reale peso sul territorio e anche per valutare come organizzarci in vista dei prossimi appuntamenti del 2019: le elezioni regionali e quelle amministrative che riguarderanno la maggior parte dei Comuni cuneesi”.

Non mi di dica che lei, in quanto segretario piemontese, non verrà interpellato nella scelta delle candidature perché non è verosimile…

“Essere interpellato è un conto, la decisione ultima è altra cosa. Tutto dipenderà dal criterio con cui verranno divisi i collegi tra le forze politiche facenti parte della coalizione. Potrei dirle, in quanto segretario nazionale della Lega del Piemonte, che vorrei avere il maggior numero di collegi possibile per noi. Ma questa decisione è in capo esclusivamente a Salvini, dal momento che sarà lui e solo lui a trattare con Berlusconi”.

I nomi che circolano in questa fase sono dunque esclusivamente frutto di illazioni locali?

“Potete scrivere quel che volete, ma dovete avere la consapevolezza che la trattativa, quella vera, non è ancora nemmeno stata avviata. Una cosa però voglio ribadirla: Salvini è leale ma nessuno pensi che vada da Berlusconi col cappello in mano”.

Giampaolo Testa

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