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Attualità | 21 novembre 2017, 12:45

Il documentario "Immondezza" arriva ad Alba e Bra: un viaggio tra bellezza e rifiuti, protagonista l'albese Roberto Cavallo

In occasione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti, il nuovo lavoro del regista calabrese, presente con il protagonista Roberto Cavallo nelle serate di proiezione per un dibattito post-visione

Il documentario "Immondezza" arriva ad Alba e Bra: un viaggio tra bellezza e rifiuti, protagonista l'albese Roberto Cavallo

Dopo le anteprime a Milano, Kuala Lumpur e Barcellona, e il premio ricevuto all’Awareness Film Festival di Los Angeles, Immondezza, il nuovo documentario del regista Mimmo Calopresti, sarà proiettato ad Alba e Bra, nelle uniche due date previste nelle Langhe. L’appuntamento è fissato per mercoledì 22 novembre alle 21 ad Alba, presso il Cinema Moretta (corso Langhe 106, Alba) e giovedì 23 novembre alle 21 a Bra, presso il Centro Polifunzionale Giovanni Arpino (largo della Resistenza, Bra).

Ad entrambe le proiezioni saranno presenti, per un dibattito post-visione, lo stesso Calopresti (Preferisco il rumore del mare, La Fabbrica dei Tedeschi) e il protagonista Roberto Cavallo (ingresso alle proiezioni gratuito fino ad esaurimento posti).

Il regista calabrese e il “rifiutologo” albese parteciperanno, sempre giovedì 23, ad una mattinata di sensibilizzazione ambientale riservata agli studenti delle scuole superiori di Alba. Le iniziative sono rese possibili grazie al contributo di Fondazione CRC e il supporto di Egea e rientrano negli eventi della nona edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.

Immondezza racconta “Keep Clean and Run”, un eco-trail unico al mondo, giunto nel 2017 alla sua terza edizione per un totale di oltre 1.000 chilometri di territorio attraversato. La particolarità di questo evento -ideato dal “rifiutologo” Roberto Cavallo- è di aver visto impegnati, da nord a sud Italia, sportivi e testimonial in una corsa contro l’abbandono dei rifiuti. Un percorso tra sentieri, città e parchi, mappando e fotografando i rifiuti abbandonati, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione e i media sul fenomeno del littering e del marine litter (abbandono dei rifiuti, in strada e in mare), nonché di testimoniare le filiere virtuose di gestione e trattamento dei rifiuti.

L’obiettivo della narrazione cinematografica di Calopresti coincide in particolare con quello dell’eco-maratona 2017, sviluppatasi dal Vesuvio all’Etna, facendo della sostenibilità il suo punto di forza. Il titolo dell’opera è un omaggio a Pier Paolo Pasolini che, con la sua indiscussa e geniale visione del futuro, vide già nell’Ambiente una delle sfide-chiave per il nostro futuro.

Altre chiavi di lettura del documentario si intrecciano quindi al tema ambientale: le storie di tanti personaggi, dalla Campania alla Sicilia, uniti dall’amore per le loro terre; l’impegno di amministratori e cittadini contro le eco-mafie; le esperienze virtuose di accoglienza e integrazione con le comunità migranti; la riscoperta delle risorse naturali, artistiche e architettoniche del Sud Italia, nella convinzione intima e profonda che “la bellezza salverà il mondo”.

Il risultato è un documentario fatto di storie ed emozioni; di denuncia e di impegno, e anche di speranza per il futuro.

Immondezza (doc, Italia 2017, 42’) è prodotto da AICA - Associazione internazionale per la Comunicazione Ambientale e da Magda Film, su sceneggiatura di Daniela Riccardi ed Emanuela Rosio, per la fotografia di Carlo Boni e il montaggio di Simona Infante. Ulteriori informazioni e dettagli sono disponibili sul sito www.immondezza.it

Sinossi Immondezza è un viaggio nel Sud dell’Italia tra bellezza e rifiuti. Dal Vesuvio all’Etna attraversando ‘di corsa’ parchi e Comuni, montagne e spiagge, pulendo quello che altri hanno sporcato. 350 chilometri di panorami mozzafiato fanno da sfondo all’impegno del runner Roberto Cavallo contro il littering. Per un cammino –Keep Clean and Run– all’insegna della fatica e dell’incontro con chi combatte le mafie, con chi accoglie i profughi e con chi ama la propria terra.  

c.s.

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