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Attualità | martedì 21 novembre 2017, 12:41

Presentato il Premio Eloquenza promosso dal Lions Club Cuneo

Uno italiano e un secondo italo-francese

Lunedì 20 novembre 2017, alle ore 18,00, presso la Fondazione Casa Delfino, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del Premio Eloquenza italiano e del Premio Eloquenza italo-francese. Erano presenti, tra gli altri, il presedente del Lions Club Cuneo, Massimo Aimar, il Presidente del Consiglio dei Governatori del Multidistretto 108 Italy, Mauro Bianchi, e il Governatore del Distretto 108 Ia3, Giovanni Costa, che hanno aperto i lavori con un breve saluto e con parole di apprezzamento nei confronti dell’iniziativa concorsuale.

Ha quindi preso la parola il 1° Vicepresidente, Michele Girardo, che, nella sua funzione di referente del Concorso, ne ha tratteggiato la storia, gli obiettivi, nonché la costante e proficua collaborazione con le Istituzioni scolastiche locali.

Il Premio Eloquenza, nella sua versione italiana – ha precisato – è giunto alla XIV edizione ed è destinato agli studenti del biennio e del triennio, frequentanti gli Istituti superiori con sede nella Città di Cuneo. Ha sempre proposto, come tematiche da affrontare da parte degli studenti, argomenti di contenuto etico e sociale, facenti capo perlopiù a frasi d’autore, mutuate dal mondo della letteratura, della filosofia e della scienza.

Quest’anno si è variata relativamente l’angolatura tematica, orientandola verso l’orizzonte dell’europeismo, in quanto il processo di integrazione continentale si è svolto e continua a svolgersi sulla base di valori e di principi che debbono sostanziare la maturazione civica dei giovani e il loro percorso nei confronti dei doveri di cittadinanza, da praticare in modo attivo, consapevole e responsabile. Sussiste poi un ulteriore elemento che motiva l’opzione tematica. Ed è la sintonia valoriale che accomuna il codice dell’etica e la mission del Lionismo con i fondamentali Documenti dell’UE, quali sono, tra gli altri, il Trattato sull’Unione Europea (art. 2) e la Carta del Diritti fondamentali (Titolo IV e Titolo V). Lo spirito, e non di rado il contenuto, collimano nella sostanza, come emerge, a titolo esemplificativo, dal circuito valoriale che fa capo alla solidarietà, alla cittadinanza e alla pace, peculiarmente marcato in tutti e due i contesti normativi.

Il Vicepresidente è poi entrato nel merito dell’argomento prescelto, che chiama in causa un illustre personaggio del nostro Risorgimento, Carlo Cattaneo, storico, politico e fondatore della rivista Il Politecnico, illustre “repertorio mensile di studi applicati alla cultura e alla prosperità sociale”. La tematica concorsuale fa capo al motto che compare nella frase finale di una sua opera, Dell’insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra. Memorie. È tratta dal capitolo XIII, titolato Corollarii, e recita così: “Avremo pace vera, quando avremo li Stati Uniti d’Europa”.

L’affermazione – ha sottolineato Girardo – è di gran momento storico e politico, perché prefigura il percorso di integrazione europea, a tutt’oggi non ancora compiuto nella sua versione federale, come auspicato da Cattaneo, cionondimeno conforme alla sua predizione per quanto riguarda il conseguimento della pace. Obiettivo davvero prezioso, meglio sarebbe dire salvifico, per un Continente dilaniato per molti secoli da drammatici conflitti interni.

L’argomento proposto – ha continuato il referente del Premio Eloquenza – offre ai concorrenti la possibilità di riflettere sulla realtà europea, belligera per molto, troppo tempo, quindi orientata verso il traguardo della pace. Percorso, quest’ultimo, attivato da più fattori, in particolare da un ripensamento profondo sulle catastrofiche conseguenze dei conflitti armati, sui rischi delle derive nazionalistiche, sovraniste e autoritarie, per la cui rimozione s’imponeva e s’impone imperativamente la collaborazione interstatuale, indirizzata al processo di integrazione e federalizzazione del Continente.

Sta qui la pressante attualità del pensiero di Cattaneo, teorico del federalismo italiano ed europeo, nel nome della pace e della prosperità dei popoli.

Non si deve mai dimenticare – ha concluso Girardo – quanto affermava anni fa il cancelliere Kohl (deceduto il 16 giugno scorso): “Il fratello di mia madre si chiamava Walter e morì nella prima guerra mondiale. Mia madre chiamò Walter il suo primo figlio, mio fratello, che cadde sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale. Mio figlio si chiama Walter, ed è vivo. Questo significa per noi tedeschi l’Europa. Anzitutto la pace”.

Ha poi preso la parola Massimo Cugnasco, ideatore e per diversi anni referente del Premio Eloquenza italo-francese. Ne ha illustrato la genesi, gli sviluppi e gli obiettivi, sottolineando, tra l’altro, il prezioso apporto offerto per la conduzione dei lavori dall’ Alliance Française di Cuneo. La variante internazionale del Concorso, da sempre incentrato sulla stessa tematica proposta per la versione italiana, è giunta alla sua nona edizione ed è rivolta agli studenti frequentanti il triennio superiore, che hanno al loro attivo una buona conoscenza della lingua francese.

Il Premio Eloquenza, come è emerso dai vari interventi e dalle avvincenti considerazioni di Aron Bengio, socio fondatore del L.C. Torino Stupinigi, con lunga e prestigiosa militanza lionistica, costituisce una preziosa opportunità offerta agli studenti per potenziare le loro capacità espressive, comunicative, argomentative e riflessive, in particolare perché devono esporre in pubblico la loro dissertazione con tonalità efficace, in modo coerente, argomentato e convincente.

rg

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