/ Politica

Spazio Annunci della tua città

Scooter usato con tettino parapioggia batterie ok funziona tutto con gomme e camera d`aria.

Ducato 160 CV, super accessoriato, 2 condizionatori, gruppo elettrogeno Honda 3 Kw con accensione automatica, pannelli...

Delizioso monolocale a 800 mt dal mare, ideale come seconda casa, completamente arredato con struttura divano letto e...

Causa trasloco vendo stufa in ottime condizioni (usata 3 anni) Vi prego di valutare le caratteristiche sul sito...

Che tempo fa

Cerca nel web

Politica | mercoledì 06 dicembre 2017, 13:17

Flavio Gastaldi (Lega): “Sono un fanatico della gavetta”

Il referente dei Giovani Padani viene indicato come possibile successore di Giorgio Bergesio alla guida del Carroccio provinciale ma c’è chi giura che potrebbe arrivare più in alto. Lui si schermisce: “Siamo militanti, è il movimento a stabilire i ruoli di ciascuno”

Ha solo 26 anni, non è un “colletto bianco” della politica, ma un operaio elettricista che dalla Pro loco è passato sui banchi del Consiglio comunale del suo paese, Genola. E’ il coordinatore piemontese dei Giovani Padani. Nella Lega del nuovo corso salviniano pare sia tra gli emergenti, anche se lui respinge questa definizione.

Alcuni lo vorrebbero segretario provinciale del Carroccio se e quando Bergesio traslocherà verso altri lidi, ma c’è anche chi, vista la sua convinta militanza dall’età di 15 anni, lo vedrebbe bene candidato come pubblico riconoscimento per un attivismo che Matteo Salvini e Riccardo Molinari hanno dichiarato di voler premiare. Lo abbiamo avvicinato per rivolgergli alcune domande.  

Allora Gastaldi, lo fate o no questo congresso provinciale?  

“Stiamo aspettando disposizioni. In Piemonte mancano solo più Cuneo e Asti. Il mandato di Bergesio scade tra una settimana. Dobbiamo capire se è opportuno procedere con il congresso oppure concentrare tutte le energie sulla campagna elettorale”.  

Mi risulta che larga parte dei congressi sezionali in provincia si siano già svolti…  

“Vero. Salvo Mondovì e Centallo. Nel nostro statuto, però, i congressi sezionali sono slegati da quello provinciale”.   Pensa che riuscirete a tenerlo prima delle elezioni?  

“Non lo so. Bisogna chiederlo a Molinari e Salvini. Entro il 2017 mi sembra comunque difficile”.  

La Lega cuneese oggi è divisa in due fazioni: da una parte gli ultimi superstiti dell’ex cerchio magico, dall’altra i giovani, tra cui sindaci e amministratori, che sostengono con convinzione il nuovo corso di Salvini…   “Che la Lega sia divisa lo dice lei. Non confonda quella che è stata la dialettica congressuale con un movimento che è invece compatto intorno al suo segretario. Le ricordo che i militanti, anche in questa provincia, si sono schierati con Salvini al 90%”.     

Si parla di lei come possibile nuovo segretario provinciale. Se glielo chiedessero, accetterebbe?  

“Sono un uomo di partito e mi definisco un fanatico della gavetta. Sono in Lega da 11 anni e non ho mai chiesto né mai chiederò nulla al partito. Ci sto perché ci credo. Per non svicolare rispetto alla sua domanda le dico che se tutti me lo proponessero mi riserverei qualche giorno di riflessione per capire come poter conciliare il mio lavoro con questo impegno”.  

Mi si dice che lei sia stimato ed apprezzato anche oltre la cerchia dei giovani. Per questo viene indicato come “emergente”…  

“Emergente è un termine che non conosco. Le assicuro che non mi sono mai posto il problema di “emergere”. Sono un lavoratore instancabile. Forse qualcuno ha pensato a me perché sono riconosciuto come uno che sa fare squadra”.  

Dallo stato maggiore della Lega pare che qualcuno vorrebbe proporla per ben altro. Così almeno si sussurra…  

“Lei è un abile provocatore ma non ci casco. Molinari, nell’intervista che le ha rilasciato circa un mese fa, è stato chiarissimo: le candidature le deciderà il segretario. Il resto sono chiacchiere. Prima di concludere, se mi permette, una considerazione sul ruolo dei giovani nella Lega vorrei ancora farla”.  

Sono qui per sentire il suo pensiero, prego…  

“Non mi piacciono quelli che sgomitano. Noi giovani dobbiamo crescere e formarci. Sarà il movimento, se e quando lo riterrà, a chiamarci ai ruoli che vorrà assegnarci e per i quali ognuno si sente maggiormente portato. Il resto non mi riguarda”.  

Se ben intendo voi Giovani Padani, per metterla sul calcistico, vi considerate una sorta di squadra “primavera”. E’ così?  

“Più o meno. Credo che sia interesse del movimento attingere al suo vivaio piuttosto che andare a pescare all’esterno. Certo il percorso di crescita è lungo e faticoso e può durare anche anni”.                            

Giampaolo Testa

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore