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Saluzzese | mercoledì 06 dicembre 2017, 17:45

Ora però servono 53milioni di euro per intervenire sugli ospedali di Fossano, Saluzzo e Savigliano

7,5milioni per Saluzzo, 6,2 per Fossano e 40 per Savigliano. Il presidio saviglianese farà la “parte del leone”, in quanto, usiamo le parole del Dg Magni, presenta la “situazione strutturale più critica”

53milioni di euro.

È questa la cifra necessaria per riqualificare, mettere a norma ed in sicurezza gli ospedali di Fossano, Saluzzo e Savigliano. Le stime sono contenute all’interno del Piano direttorio che il Dg dell’Asl Cn1 Francesco Magni ha consegnato alla Regione Piemonte.

Il futuro dei tre ospedali passa ora interamente attraverso il Piano direttorio, dal momento che l’ipotesi “Ospedale unico” è stata fermamente accantonata dalla Regione perché “economicamente infattibile”.

Magni ci ha tenuto a ribadire, nell’incontro di lunedì sera a Saluzzo, come “l’Asl Cn1 stia già attuando un’organizzazione da ospedale unico”, dicendosi poi “molto soddisfatto” per quanto emerso dal Piano direttorio e dal successivo studio di fattibilità, che “ha portato soluzioni migliori a quelle che pensavo io”.

La “torta” dei 53milioni di euro sarà così spartita: 7,5milioni per Saluzzo, 6,2 per Fossano e 40 per Savigliano. Proprio l’ospedale saviglianese farà la “parte del leone”, in quanto, usiamo le parole di Magni, presenta la “situazione strutturale più critica”: “lo faremo diventare – ha aggiunto il Dg – un ospedale moderno, senza aumentarne i posti letto. Un’ipotesi condivisa ed apprezzata”.

FOSSANO

Magni ha spiegato come sul presidio fossanese si stia già portando avanti quanto stabilito dal Piano direttorio, con interventi risolutivi rispetto ad alcune criticità: “Abbiamo anche portato avanti un’azione di umanizzazione dei locali ed il rifacimento del tetto”.

A Fossano in questo anno sono cambiate molte cose. – le parole del Dg – Abbiamo razionalizzato gli spazi, il distretto, con la medicina legale e sportiva e la scuola di fisioterapia, è stato trasferito all’interno dell’ospedale, con una superficie di 3mila metri quadrati in meno da scaldare e pulire, che in termini di costi fa la differenza.

Questo ha permesso investimenti e potenziamenti. Se oggi dovessimo anche solo ipotizzare di chiudere l’ospedale per trasferire la riabilitazione, mezzo ospedale rimarrebbe vuoto e difficilmente riempibile, per le scelte fatte sino ad oggi. Un’eventualità che quindi escludiamo con forza”.

SALUZZO

Anche l’ospedale di Saluzzo, stando a quanto illustrato da Magni, ha avviato il percorso di “messa a norma ed umanizzazione”. Sono stati sistemati i locali che ospitano l’oncologia e quelli riservati al cappellano.

Ancora una volta il Dg della Cn1 ha voluto rimarcare come a suo dire i servizi saluzzesi “non sono stati depotenziati, ma potenziati più che altrove”, ammettendo che il saluzzese, nel passato è stato “più penalizzato che altrove”.

Un inciso passato quasi inosservato e che avrebbe potuto aprire un’ampia digressione proprio su quanto “sottratto” – a volte anche con la forza – dal presidio ospedaliero di via Spielberg. Ma tant’è.

Saluzzo può contare su 50 operatori in più. – ha detto Magni – È stata potenziata la medicina penitenziaria, così come il Cas.

I Consigli comunali del Saluzzese hanno deliberato chiedendo una valorizzazione ed un potenziamento dell’attività ospedaliera.

Credo che con i servizi avviati un minimo di risposta, sempre migliorabile, l’abbiamo data. Abbiamo avuto difficoltà, come quella dell’ortopedia nel periodo estivo, superate con nuove assunzioni. Porto sempre con me la raccolta firme per valorizzare il ‘patrimonio Saluzzo’ (era stata promossa dal “Tribunale per i diritti del malato”: ndr), che mi fa dire che la scelta giusta è stata quella di potenziare”.

SAVIGLIANO

Gli interventi sul presidio saviglianese inseriti nel Piano direttorio dell’Asl Cn1 sono stati oggetto di uno studio di fattibilità.

Sino ad oggi – ha spiegato Magni – sono stati fatti indispensabili lavori di messa a norma degli impianti e del sistema antincendio. Abbiamo cercato di tener leggeri gli interventi su altre strutture, in attesa del Piano direttorio.

Dobbiamo risolvere alcune criticità logistiche, come la pediatria al sesto piano e l’ostetricia al quarto, ma lo studio di fattibilità ha fatto emergere come tutti i lavori saranno svolti senza interferire con le funzionalità dell’ospedale”.

In che modo? Da quanto si è appreso nell’incontro, con “la realizzazione di una nuova ala, con 4 piani fuori terra, alla quale seguiranno poi gli interventi sulla struttura esistente”.

Al tempo stesso Magni sostiene come la tesi per la quale “Un ospedale nuovo produrrebbe diseconomie”. Ma non solo: “C’è anche l’aspetto della qualità: – ha detto il Dg – se non ha senso tenere in piedi tre ospedali, allora dobbiamo unificarne centinaia in Italia. Avere l’ospedale in centro città tiene insieme un tessuto, ve lo garantisco”.

Nessuno ha parlato, invece, di modalità di copertura di questi interventi che, lo ricordiamo, si aggirano intorno ai 53milioni di euro. Un aspetto sul quale sicuramente Regione ed Asl avranno già valutato la soluzione migliore, ma sul quale non sono state spese parole.

Nicolò Bertola

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