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Cronaca | giovedì 07 dicembre 2017, 17:05

Processo per la presunta “truffa dello champagne”, un altro rinvio dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea

I reati contestati verso la prescrizione

Ennesimo rinvio nel processo della cosiddetta “truffa dello champagne”. Sette gli imputati con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale attraverso il meccanismo delle operazioni “carosello” (con società fittizie ed emissione di false fatture): i cuneesi I.T. e E.F., e altre cinque persone (D.S., I.L., N.S., F.S.,G.A.). Le difese degli imputati hanno chiesto ai giudici tempo per poter esaminare più a fondo la decisione della Corte di Giustizia europea che si è pronunciata martedì 5 dicembre. L’udienza è stata pertanto rinviata il 10 gennaio.

Il processo fa capo a una presunta frode fiscale risalente al periodo 2004-2009 per un giro di affari di milioni di euro. La vicenda giudiziaria aveva assunto una rilevanza oltre confini. Nel 2015, infatti, la Corte di Giustizia Europea aveva sentenziato sulla questione sollevata dal gup Boetti di Cuneo: i reati contestati rischiavano di prescriversi prima della sentenza definitiva. Secondo la Corte, la normativa italiana in tema di prescrizione andava disapplicata nei casi di reati fiscali di particolare gravità, perché potrebbe determinare l'impunità di un numero rilevante di frodi verso gli interessi finanziari dell'Unione, dal momento che una percentuale del gettito IVA degli Stati membri è trasferita alla UE.

A fine 2015 la Corte di Appello di Milano, per un procedimento analogo, aveva rimesso gli atti alla Corte Costituzionale, sollevando questione di legittimità: si voleva capire se i giudici nazionali fossero davvero legittimati, secondo l'indicazione della Corte del Lussemburgo, a disapplicare il Codice Penale in materia di prescrizione.

La Consulta nel gennaio 2017 aveva coinvolto nuovamente la Corte UE. Nella nuova sentenza si stabilisce che i giudici nazionali, nei procedimenti riguardanti persone accusate di aver commesso reati in materia di IVA, non sono tenuti a disapplicare le norme nazionali sulla prescrizione qualora possa andare a contrastare con il principio di legalità dei reati e delle pene.

Nel caso specifico, quasi tutti i reati in contestazione in questo processo potrebbero essere dichiarati prescritti.

Monica Bruna

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