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Attualità | 10 dicembre 2017, 12:11

Si apre la settimana decisiva per la Burgo, domani la trattativa passa al Ministero

Il giorno dopo, martedì 12 dicembre, si siglerà l'accordo tra le parti, che giovedì arriverà in Regione. Questo l'iter che consentirà il ritiro di 143 licenziamenti entro il 16 dicembre, data ultima per trovare un accordo

Si apre la settimana decisiva per la Burgo, domani la trattativa passa al Ministero

Si va verso la definizione di un piano di risanamento nella vertenza Burgo di Verzuolo a cui mancano solamente alcuni passaggi istituzionali fondamentali.

Domani, lunedì 11 dicembre, confermato l'incontro con i dirigenti della cartiera e sindacati dei cartai nazionali al Ministero del Lavoro. Qui, con ogni probabilità, il tavolo approverà l'attivazione dello stato di crisi per lo stabilimento verzuolese che consentirà di accedere per 12 mesi alla cassa integrazione straordinaria: operazione che prevede il ritiro di 143 licenziamenti annunciati lo scorso 2 ottobre.

L'incontro al ministero era programmato per mercoledì 6 dicembre, ma altri impegni hanno fatto slittare l'incontro costringendo la risoluzione della trattativa nell'ultima settimana disponibile (sabato 16 dicembre è il termine ultimo per siglare un accordo).

Dopo il tavolo romano, infatti, il piano ritornerà all'Unione Industriale di Cuneo dove sindacati provinciali e Rsu sigleranno il piano i cui punti salienti sono "una nuova politica commerciale, sviluppo di nuovi prodotti con maggiore marginalità, riduzione dei costi delle materie prime, miglior gestione delle risorse energetiche e una nuova organizzazione del lavoro".

Se non ci saranno intoppi l'ultimo passaggio sarà la presentazione dell'accordo giovedì 14 dicembre in Regione, essendo la trattativa sindacale scaduta il 16 novembre, ma ancora aperta nella fase "istituzionale" fino a sabato.

Tre step fondamentali nel giro di pochi giorni per continuare a dare un futuro alla cartiera che a Verzuolo dà lavoro da più di cent'anni a famiglie del saluzzese e non solo.

Una trattativa complicata che non poteva che terminare al photo finish.

Iniziata con lo sciopero "spontaneo" per le vie del paese lo scorso 28 settembre a seguito della comunicazione della dirigenza Burgo di voler dismettere ad inizio 2018 la "linea ottava", produttrice di carta patinata, visti gli alti costi di produzione e materia prima unita a una crollo della richiesta. 48 ore di blocco delle attività nello stabilimento con nuovi cortei nel paese, poi il 2 ottobre l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per 143 lavoratori.

Si apre la trattativa con la richiesta prioritaria per i sindacati di ritirare le mobilità e valutare un tipo di produzione differente con una riconversione della linea. Richiesta avanzata anche dalla Regione nell'incontro dell'11 ottobre dove si è aperto il tavolo di crisi.

Intanto proseguono le mobilitazioni nello stabilimento che portano l'azienda a scegliere di non presentarsi al tavolo di trattativa. Salta il secondo round tra le parti del 24 ottobre. Nel consiglio comunale aperto il sindaco Giancarlo Panero esprime la necessità di ricucire i rapporti tra sindacati e azienda che si incontreranno poi con la mediazione del primo cittadino di Verzuolo a venti giorni dall'apertura del tavolo di crisi in Regione. 

Riparte la trattativa: dopo i vari incontri in Confindustria a Vicenza, si prospetta quella che può essere la soluzione per il ritiro dei 143 licenziamenti: attivare lo stato di crisi e accedere così a un anno di cassa integrazione straordinaria, unita alla presentazione di un piano di risanamento e al ritiro dei licenziamenti. Situazione che, a questo punto, si andrà delineando nei prossimi incontri che partiranno domani.

La Cigs verrà probabilmente attivata per oltre 200 lavoratori (su più di 350 dipendenti dello stabilimento), comprenderà quindi anche i lavoratori della "linea nona". Con ogni probabilità verrà attivata a partire da febbraio, ma potrebbe anche slittare di un mese. Le modalità verranno definite nei prossimi giorni. Nei giorni scorsi alcuni lavoratori hanno già lasciato la Burgo e trovato impiego altrove. 


Daniele Caponnetto

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