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Cronaca | 11 dicembre 2017, 15:03

Sciatore morto ad Artesina nel 2012, nel processo sentiti i consulenti delle parti

Per l’accusa “morì a causa del trauma riportato nello schianto contro il palo”, per la difesa fu “vittima di un malore prima dell’incidente”

Sciatore morto ad Artesina nel 2012, nel processo sentiti i consulenti delle parti

Lo sciatore morì a causa dell’impatto contro il palo, o ebbe un malore pochi istanti prima? I consulenti delle parti hanno illustrato le loro perizie questa mattina in tribunale, nel processo che vede imputati per omicidio colposo A.C. e P.P., legali rappresentanti della Artesina Spa, con C.B., maestra di sci del Mondolè ski team. Il 30 dicembre 2012 Amedeo Mariano Modica, 58 anni di Genova, si stava allenando ad Artesina sulla pista da slalom “Mirafiori” in vista di una gara. Aveva quasi terminato la discesa, quando si schiantò contro un palo, morendo sul colpo. Secondo l’accusa, sarebbe spettato a loro verificare che le misure di sicurezza predisposte fossero sicure, in quanto responsabili del comprensorio e dell'allenamento pre-gara. I famigliari del genovese si sono costituiti parte civile.

La causa di morte furono le gravissime lesioni al torace e alla colonna cervicale”, ha spiegato il medico legale Riccarda Giraudi, consulente del pm. “Fu un trauma contusivo importante contro un ostacolo fisso, simile a quelli che avvengono negli incidenti stradali. La vittima non presentava segni di altre patologie, nessun segno di malattie pregresse per l’apparato cardiovascolare. Non eseguimmo esami più approfonditi sugli organi in quanto non richiesto”.

Secondo invece il professor Varetto perito della difesa, il comportamento tenuto dallo sciatore poco prima della caduta, così come riferito dai testimoni, che lo avevano visto tirare diritto, smettendo di fare le curve, potrebbe essere stato il sintomo di un “fenomeno patologico acuto, come l’infarto del miocardo, che può non dare alcun segno se la morte interviene subito. Ma solo un’indagine istologica avrebbe potuto dire qualcosa in più sulle cause del decesso”.

Il processo è stato rinviato a maggio 2017 per le ultime battute.

Monica Bruna

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