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Saluzzese | giovedì 14 dicembre 2017, 15:50

Trattamento in camera iperbarica per i tre intossicati da monossido di carbonio di Revello

Gli elevati valori di carbossiemoglobina nel sangue hanno confermato, da un lato, l’intossicazione, rendendo necessario il loro trasferimento a Torino

Una camera iperbarica - Immagine di repertorio

Una camera iperbarica - Immagine di repertorio

Finiranno, con ogni probabilità, tutti in camera iperbarica i tre intossicati da monossido di carbonio soccorsi quest’oggi (giovedì) intorno alle 12 in una casa di via Roncaglia 3, a Revello, in località San Firmino.

T.V., 67 anni, e L.F., 65enne, erano stati trasportati dall’ambulanza medicalizzata dell’emergenza sanitaria al Dipartimento di Emergenza ed Accettazione dell’ospedale di Savigliano in codice giallo di media gravità. P.V., invece, 59enne, era stato trasferito all’ospedale di Saluzzo, in codice verde, di bassa gravità.

Giunti presso le strutture ospedaliere, gli esami del sangue hanno appurato elevati livelli di carbossiemoglobina, che da un lato hanno confermato l’intossicazione da monossido di carbonio e dall’altro hanno reso indispensabile il trattamento in camera iperbarica.

Salvo nuovi cambiamenti, i tre dovrebbero venir trasferiti a Torino.

Il monossido di carbonio, lo ricordiamo, viene anche definito il “killer silenzioso” per le sue proprietà inodori, incolori, insapori e non irritanti. Occorre quindi prestare massima attenzione, anche in virtù del fatto che i primi sintomi di un’intossicazione da monossido sono assolutamente generiche ed alquanto aspecifiche.

I tre soggetti soccorsi a Revello sono stati esposti al gas per una durata compresa tra i 30 ed i 180 minuti. Sul posto, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, sono intervenute la medicalizzata dell’emergenza sanitaria di Paesana, insieme alle ambulanze di base della Croce verde di Saluzzo e Sanfront ed a due squadre dei Vigili del fuoco di Saluzzo.

Nicolò Bertola

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