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Cronaca | lunedì 18 dicembre 2017, 16:09

Pontechianale, assolto l’ex sindaco dall’accusa di falso ideologico

I gestori degli impianti sciistici lo avevano denunciato dopo che il Comune aveva rescisso il contratto con loro per presunte irregolarità

Pontechianale, assolto l’ex sindaco dall’accusa di falso ideologico

Questa mattina il tribunale di Cuneo ha assolto con formula piena dall’accusa di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale Alfredo Campi, ex sindaco di Pontechianale. Nel 2014 il Comune aveva anzitempo interrotto il contratto di appalto con la società che gestiva gli impianti, motivandolo con una serie di presunte inadempienze. Causa scatenante sarebbero state due lettere scritte da Campi datate 9 e 22 maggio 2014 (la prima, indirizzata all’Ustif per il Piemonte - Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, denunciava inadempienze sulla sicurezza del complesso; la seconda con cui il Comune avviava formalmente la procedura di risoluzione anticipata del contratto). I fratelli F. titolari dell'azienda, sospettando che le motivazioni mosse dall'amministrazione comunale fossero pretestuose, avevano denunciato il primo cittadino, per fatti “oggettivamente e soggettivamente” falsi.

Campi in udienza aveva spiegato di aver scritto quelle lettere perché “dopo un incidente sullo skilift avvenuto il 15 febbraio 2014 ero preoccupato e mi sentivo responsabile per la sicurezza”. I testimoni chiamati dal difensore Luca Martino, fra i quali il presidente della Commissione di vigilanza degli impianti, e due maestri di sci, avevano riferito di dotazioni di sicurezza degli impianti “inadeguati” al momento dell’incidente in cui era rimasta coinvolta una sciatrice: “Quel giorno mancava la pedana d’arresto allo skilift e non era presente l’addetto”.

Per il legale, le due comunicazioni di Campi non potevano essere configurate come atti pubblici, ma una relazione all’ Ustif dove erano elencate una serie di inadempienze da parte dei gestori e un avviso di avvio del procedimento amministrativo per la risoluzione del contratto, venendo così a cadere l’accusa di falso ideologico.

I fratelli F., costituiti parte civile assistiti dall'avvocato Alberto Bassignano, hanno confutato tutti i fatti citati nelle due lettere sulle presunte carenze di sicurezza e di personale, contestazioni “completamente inventate” che l’allora sindaco avrebbe riferito “con certezza e coscienza di voler raccontare cose non veritiere”. I gestori degli impianti sciistici avevano presentato ricorso contro gli atti di revoca della concessione di fronte al Tar, che ha però dato ragione al Comune.

Monica Bruna

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