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Politica | 27 dicembre 2017, 16:45

Mozione di sfiducia contro il sindaco di Castelmagno che replica: “Presentarla il 23 dicembre sa tanto di panettone ammuffito come omaggio natalizio”

Mozione presentata da tre della maggioranza e tre della minoranza perchè il sindaco Piergiorgio Donadio avrebbe disatteso il programma elettorale. Entro il 23 gennaio sarà convocato il consiglio comunale straordinario. Donadio: "Non ho mai avuto voti contrari, né dalla minoranza né dalla maggioranza”

Immagine di repertorio

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Sabato 23 dicembre è stata presentata una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Castelmagno Piergiorgio Donadio. A firmarla in sei: tre della maggioranza (il vicesindaco Claudio Donadio, l’assessore Bruno Isoardi e il consigliere Loris Martini) e tre della minoranza (Steve Giusti, Rosetta Scuteri e Ivanoe Lai).

Le motivazioni? Il sindaco ha disatteso il programma elettorale. Tuttavia nel documento non si entra nei dettagli che verranno resi noti nel corso del consiglio comunale straordinario in cui si discuterà della mozione stessa. In base al regolamento, c'è tempo dal 3 al 23 gennaio 2018 per la convocazione.

“Su questa mozione di sfiducia vorrei fare due considerazioni – dichiara il sindaco Piergiorgio Donadio -. Una di opportunità: presentarla dopo un mese dall'ultimo consiglio comunale e proprio il giorno dell'anti-vigilia di Natale, sa tanto di panettone ammuffito come omaggio natalizio. Dal punto di vista politico, invece, mi fa riflettere che la minoranza non ha mai approvato il programma e poi si lamenta che non viene perseguito. Ci tengo inoltre a precisare che io non ho mai avuto voti contrari, né dalla minoranza né dalla maggioranza”.

E rincara la dose, ipotizzando che le ragioni della mozione di sfiducia stiano nella riduzione del contributo sul trasporto alunni approvata nell'ultima seduta consiliare: “La mozione potrebbe essere legata a quello, visto che è nata proprio dopo l'ultimo consiglio. Essendo i due assessori coinvolti personalmente in quanto nonni di tre degli alunni e non potendo fare Giunta da solo, è stato delegato tutto all'Unione Montana. Nell'ultimo consiglio si doveva decidere se accettare o no la riduzione. Ci siamo adeguati. I due assessori sono usciti al momento della votazione. L'altro consigliere si è astenuto, così come si è astenuta la minoranza. Non sempre le regole sono gradite a tutti però, se non ci fossero norme, si finirebbe nel caos. Io applico le leggi, sono fedele alla Costituzione e alle leggi dello Stato”.

Dicembre è un mese complicato per il primo cittadino di Castelmagno che, proprio un anno fa, aveva annunciato le sue dimissioni: “In quell'occasione ci fu un contrasto poi rientrato sul regolamento comunale dei pascoli. Non avevo mai formalizzato le dimissioni, solo minacciate”.

cristina mazzariello

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