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Politica | sabato 30 dicembre 2017, 16:15

#controcorrente: il centrosinistra e il Pd se vogliono tentare di vincere le prossime politiche devono indicare Gentiloni come premier e scaricare l’ingombrante Renzi

Un problema che ha pure il centrodestra con l’ineleggibile Berlusconi, ma la cui frenesia di essere tagliato fuori dai giochi lo ha indotto a fare di nuovo la campagna elettorale per poter almeno indicare il nome di un Presidente del Consiglio di Forza Italia. Mentre Salvini della Lega scalpita

#controcorrente: il centrosinistra e il Pd se vogliono tentare di vincere le prossime politiche devono indicare Gentiloni come premier e scaricare l’ingombrante Renzi

Il 4 marzo gli italiani saranno chiamati a eleggere il nuovo Parlamento. Il nostro Paese potrebbe trovarsi di fronte al problema dell’ingovernabilità perché, secondo gli ultimi sondaggi, pur da prendere con le molle e ancora distanti dal giorno delle urne, i cittadini distribuirebbero le loro preferenze abbastanza equamente fra i tre poli: MoVimento 5 Stelle; centrodestra e centrosinistra.

Sarebbe a questo punto importante indicare, per ulteriore chiarezza e senso di responsabilità, il candidato premier degli schieramenti in campo.

Al momento solo i pentastellati l’hanno fatto: è Luigi Di Maio che, da alcuni mesi, sta girando l’Italia per conquistare consensi.

Il centrodestra deve affrontare il nodo Silvio Berlusconi: per la Legge Severino decaduto da senatore e ineleggibile, ma in attesa del pronunciamento sul ricorso presentato alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo che arriverà solo dopo la tornata elettorale. Tuttavia, l’ex presidente del Consiglio ha comunque deciso di spendersi ancora una volta in prima persona e fare la campagna elettorale per portare voti. Infatti, la “sua” Forza Italia parrebbe in crescita e se il 4 marzo sarà il partito con il maggior numero di voti nel centrodestra è ovvio che vorrà esprimere il premier. Pur dovendo fare i conti con la Lega, anch’essa con le quotazioni in rialzo, e con il segretario, Matteo Salvini, scalpitante da mesi per guidare il prossimo Governo.

I mal di pancia più forti, però, sono nel centrosinistra. Matteo Renzi è stato a Palazzo Chigi per 1024 giorni e ha incassato di nuovo la leadership del Partito Democratico nelle primarie dello scorso maggio, ma da risorsa della compagine di alcuni anni fa si è trasformato nel problema. Pur dimostrando meno arroganza politica, dopo la batosta nel referendum costituzionale del dicembre 2016, continua a dividere le anime del Pd anziché unirle. E, infatti, lo stesso Pd è dato in caduta libera attorno al 25%: peraltro lo stesso risultato delle politiche del 2013 alla Camera (al Senato, ottenne il 27%), però ben lontano dal 40,8% delle Europee 2014 e dagli oltre 30 punti percentuali dei sondaggi sino a un anno fa.

La nascita a sinistra del gruppo “Liberi e Uguali” guidato dall’attuale presidente del Senato, Pietro Grasso, ha tolto una costola preziosa ai Dem.

Chi se n’è andato è perché non avrebbe visto di buon occhio nuovamente Renzi alla guida del Governo post elezioni.

Ma anche i promotori, tra i quali la ministra, Beatrice Lorenzin, e il viceministro cuneese, Andrea Olivero, della lista “Civica Popolare”, movimento al centro del centrosinistra fondato in questi giorni, che potrebbe portare voti determinanti allo schieramento, pongono l’attenzione sull’esigenza di continuare il percorso tracciato dall’ultimo Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

In un anno di legislatura, l’esecutivo di Gentiloni ha lavorato sodo. Il premier, poi, ha dimostrato grande equilibrio, notevoli capacità politiche ed estrema correttezza. Una persona saggia e “tranquilla”, ma operativa.

Se il centrosinistra e il Pd vogliono recuperare consensi, riportare nei ranghi “Liberi e Uguali” e tentare la conquista, pur difficile, della maggioranza in Parlamento, hanno un’unica strada: indicare già da adesso in Gentiloni il loro uomo di Governo.

Invitando Renzi a fare un passo indietro e, in caso di vittoria, a dedicarsi al ministero degli Esteri, visto che si è sempre vantato di far valere le ragioni dell’Italia in Europa e nel mondo.

#controcorrente

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