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Attualità | 02 gennaio 2018, 16:30

Da Chianale a Saluzzo: 57 km per trovare una farmacia aperta a Capodanno

La segnalazione arriva da una lettrice con una seconda casa in Val Varaita: “Nel tragitto che facevo in auto con mio marito il mio pensiero andava ai residenti in alta valle, agli anziani in particolare”. Replica Mana, presidente Federfarma Piemonte: “Come a norma di legge regionale c'erano sei farmacie aperte nel territorio Asl Cn1”

La postazione dell'emergenza sanitaria di Sampeyre

La postazione dell'emergenza sanitaria di Sampeyre

“57 km per trovare una farmacia aperta a Capodanno”. A segnalarcelo una lettrice che la notte di San Silvestro ha dovuto fare un lungo viaggio in auto con il marito prima di riuscire a reperire un farmaco.

Una situazione di grande disagio che racconta in una lettera: “Nella serata del 31 dicembre per motivi di salute sono stata visitata presso la postazione di soccorso avanzato dell'emergenza sanitaria a Sampeyre, con cortesia e professionalità e ringrazio di cuore l'equipe in servizio. Successivamente sono però iniziate le difficoltà ed ha avuto inizio l'avventura alla ricerca del farmaco”.

Il 31 dicembre le farmacie aperte nella zona Asl Cn1 erano 6: a Cuneo, Mondovì, Ceva, Savigliano, Fossano e Saluzzo. Due nella zona Asl Cn 2: una ad Alba e una a Bra.

“Presto mi sono resa conto, controllando di persona, che da Chianale/Bellino fino a Saluzzo, cioè per una distanza di 57 km , tutte le farmacie erano chiuse – prosegue la lettrice -. Nel tragitto che facevo in auto con mio marito che mi accompagnava il mio pensiero andava ai residenti in valle e peggio alta valle, agli anziani in particolare. Non so come avrebbero potuto procurarsi un farmaco necessario ed evitare, con piacere credo, di finire subito in ambulanza e all'ospedale, lontani dal proprio ambiente proprio nelle feste. Un pensiero è andato anche (perché no) ai villeggianti, i quali i dì di festa e spesso solo in quelli, salgono a popolare la valle. Non vorrei che, alla prima indisposizione un po' seria, se ne andassero precipitosamente anzi, scegliessero di rimanere in città, vicini alla rassicurante farmacia di turno aperta. I servizi in valle dovrebbero, a mio avviso, curare al massimo l'assistenza sanitaria soprattutto nei periodi festivi. Fioccano i dibattiti sullo spopolamento della montagna, sui perché e per come. Ritengo invece che le istituzioni preposte dovrebbero farsi molte domande e darsi altrettante molte risposte”.

Sulla questione abbiamo interpellato Massimo Mana, presidente Federfarma Piemonte: “La legge regionale prevede una farmacia aperta ogni 30 esercizi. L'Asl Cn1 ha 160 farmacie e dobbiamo averne sei aperte per turno. Il 31 dicembre le farmacie aperte erano proprio sei. Il minimo necessario c'era. Mi rendo conto dei disagi per chi vive in montagna ma si tratta di un problema irrisolvibile. Sicuramente la pianura è messa meglio. Le valli cuneesi sono molto lunghe e chi vive in montagna spesso non è così ben servito. Senza contare che nei piccoli paesi la farmacia sarebbe soltanto reperibile nei giorni festivi. Il problema è che oggi vengono dispensati i farmaci in dimissione ospedaliera e quindi avere troppe farmacie di turno diventa quasi un controsenso, si diventa tappabuchi. Infine la gente dovrebbe abituarsi ad avere tachipirina e antidolorifico in casa”.



cristina mazzariello

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