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Al Direttore | mercoledì 03 gennaio 2018, 19:33

"Perché se la prendono con i vecchi?" Anziano di Roccasparvera preso di mira dai ladri

Riceviamo e pubblichiamo

Immagine di repertorio - Foto da Pixabay

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Guido: racconta con amarezza come il padre di 88 anni sia stato visitato due volte dai ladri.

Mio padre ha quasi 90 anni, con un udito oramai consumato dal tempo, vive consapevolmente in solitudine nel primo, salendo, piccolo paese della Valle Stura di Demonte.

La sera del 22 novembre scorso ha ricevuto la prima visita, non gradita. Verso le 17,30, all’imbrunire, un “signore” distinto senza chiedere permesso si è introdotto nella cucina surriscaldata di casa. Mio padre dinnanzi al televisore, che girava a tutto volume, si è spaventato un po’. Il “signore” gli ha detto che era un funzionario di banca ed era venuto a controllare le banconote, perché erano tutte false e occorreva immediatamente verificarle. Mio padre con l’ardore di un tempo gli ha risposto che la banca se avesse avuto bisogno gli avrebbe telefonato e che comunque a quell’ora i funzionari di banca avevano altro da fare che andare a casa sua a controllare i suoi pochi soldi. L’ indesiderato si è irrigidito, è arretrato e prima di andarsene ha detto a mio padre che sarebbe tornato.

Così è capitato. Infatti, ieri sera (2 gennaio 2018), altri ingrati hanno fatto visita al mio anziano e indifeso padre.

In tre, forse quattro nella prima serata di ieri gli hanno rubato tutto. Hanno passato in rassegna tutta la casa, stanze, ripostigli, ecc. Mio padre dinnanzi al televisore a tutto volume, nella solita cucina surriscaldata, non si è accorto di quasi nulla. Quasi, perché casualmente uscendo dalla cucina, senza un preciso motivo, ha incontrato due sgraditi nel cortile che gli hanno detto che erano carabinieri e che erano venuti a casa sua perché c’era stato un furto.

Mio padre, con tanta flemma nelle gambe e con un filo di voce confusa nell’amarezza di non poter far nulla, ha detto loro che non erano carabinieri e con lo spento ardore di un tempo raggiunta la campana sorvegliante d’ingresso, con le poche forze rimaste, l'ha suonata a lungo. Sforzi inutili. Con calma i ladri lo hanno deriso e indisturbati se ne sono andati. Arrivato poco dopo l’ho trovato confuso, smarrito e con una tristissima lacrima in fondo agli occhi azzurri. L’unica cosa che mi ha detto è stata: perché? perché? se la prendono con i vecchi…

Guido, suo figlio

lettera firmata

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