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Scuole e corsi | mercoledì 03 gennaio 2018, 15:31

Le scuole riaprono con uno sciopero: i maestri precari con diploma magistrale protestano a Torino (VIDEO)

Questa mattina circa 250 maestre elementari si sono ritrovate sotto la sede dell’Ufficio regionale scolastico di Torino. La protesta continua domani e ancora lunedì 8 gennaio con un sit-in. Oltre 1000 quelli attesi da tutta la regione, secondo le stime di Anief

L’8 gennaio riprendono le lezioni, ma molte scuole dell'infanzia e primaria a Torino rimarranno chiuse. Il disservizio sarà provocato dalle crescenti proteste dei maestri precari con diploma magistrale, a seguito della sentenza della plenaria del Consiglio di Stato che ha sovvertito il giudicato espresso in altre sette sentenze del tenore totalmente opposto: lo sciopero riguarda tutto il personale docente con diploma magistrale assunto con riserva o come supplente tramite le graduatorie ad esaurimento.

Questa mattina, mercoledì 3 gennaio, circa 250 maestre elementari si sono ritrovate sotto la sede dell’Ufficio regionale scolastico di Torino. Lo stesso faranno domani.

Lunedì 8 gennaio, dalle 9 alle 13, si svolgerà poi un sit-in a Torino davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale, in corso Vittorio Emanuele II n. 70. In contemporanea sono previsti altri sit-in a Roma davanti al Miur e anche a Palermo, Milano, Bari e Cagliari.  

Marco Giordano (Anief Torino): "Lo sciopero dell’8 gennaio intende mandare un chiaro segnale al Ministero dell’Istruzione e al Parlamento, ai quali chiediamo di prendere finalmente posizione su una situazione che non può concludersi con una sentenza inattesa quanto sconcertante. Non si comprende, infatti, come un organismo di giustizia così rilevante possa sconfessare se stesso, producendo tesi diametralmente opposte rispetto a quelle più volte espresse in precedenza sullo stesso quesito. A chiederlo è anche un alto numero di politici che proprio in questi giorni sta auspicando soluzioni a favore dei diplomati magistrale che tuttavia non potranno concretizzarsi prima delle elezioni politiche, visto che le Camere sono state ormai sciolte e non è possibile adesso legiferare per adottare la soluzione che noi suggeriamo da sempre: riaprire le GaE e ammettere tutti gli abilitati, modificare il decreto legislativo sulla formazione iniziale e reclutamento estendendolo anche ai docenti della scuola infanzia e primaria. Lo sciopero dell’8 gennaio è quindi anche indirizzato a chi governerà nella prossima legislatura. Noi, intanto, come sindacato, proseguiremo la nostra battaglia nei tribunali europei. Mancano pochi giorni alla riapertura delle scuole, ma per molte di esse l’8 gennaio le lezioni saranno ad alto rischio di svolgimento: si tratta degli istituti del primo ciclo, quindi delle scuole dell’infanzia e primaria, dove operano decine di migliaia di maestri precari con diploma magistrale, rimasti sbigottiti e professionalmente danneggiati dalla sorprendente sentenza della plenaria del Consiglio di Stato che prima di Natale ha violato il giudicato espresso in altre sette sentenze del tenore totalmente opposto".  

Lo sciopero, cui aderiscono l’Anief e altri sindacati, riguarda in modo particolare proprio il personale docente con diploma magistrale assunto con riserva o come supplente tramite le graduatorie ad esaurimento: “L’obiettivo della protesta – spiega Marco Giordano, presidente provinciale Anief Torino e responsabile nazionale dei rapporti con la Pubblica Amministrazione – è quello di inviare un chiaro segnale al Ministero dell’Istruzione e al Parlamento, ai quali chiediamo di prendere finalmente posizione su una situazione che non può concludersi con una sentenza inattesa quanto sconcertante. Continuiamo a non comprendere come un organismo di giustizia così rilevante possa sconfessare se stesso, producendo tesi diametralmente opposte rispetto a quelle più volte espresse in precedenza sullo stesso quesito”.  

Dopo la decisione del Consiglio di Stato sono migliaia in tutta Italia le maestre e i maestri che rischiano il licenziamento. “Solo a Torino – precisa Giordano – sono almeno in 400 a rischiare di perdere il lavoro, mentre sono circa 1500 i docenti inseriti con riserva nelle Graduatorie ad esaurimento per le scuole dell’infanzia e la primaria. Se non si trova subito una soluzione politica al problema, andremo incontro al più grande licenziamento di massa che la scuola italiana ricordi. Una situazione intollerabile e beffarda, tanto più se pensiamo che già oggi molte scuole della provincia di Torino fanno fatica a trovare insegnanti da mettere in classe”.  

“Noi, intanto, come sindacato, oltre allo sciopero dell’8 gennaio e alle iniziativa politiche, proseguiremo la nostra battaglia nei tribunali, stavolta d’Europa: abbiamo infatti prontamente avviato le procedure di preadesione al ricorso gratuito dei docenti diplomati magistrale alla CEDU e quelle per inviare una petizione alla Commissione del Parlamento Europeo. Stiamo, inoltre, predisponendo un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa”.  

L’appuntamento, dunque, per tutti i diplomati magistrale del Piemonte e della Liguria è lunedì 8 gennaio dalle ore 9:00 davanti all’Ufficio Scolastico Regionale di Corso Vittorio Emanuele II n. 70 a Torino.

redazione

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