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Agricoltura | 11 gennaio 2018, 17:30

Nell’anno del cibo italiano, la classifica dei piccoli comuni premia il Piemonte e la Provincia di Cuneo

Con 11 specialità tra Dop e Igp, la “Granda” è al vertice della classifica regionale

Immagine di repertorio

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La tradizione gastronomica italiana è una delle componenti più identitarie della nostra cultura  e, come è emerso dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato oggi dalla Coldiretti a Roma, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo, il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni italiani con meno di cinquemila abitanti.

Il Piemonte con la pole position nella classifica dei piccoli Comuni - con più di mille borghi e 23 specialità tra Dop e Igp - vanta un patrimonio straordinario di saperi, tradizioni ed eccellenze alimentari. 

Un vero e proprio “tesoro” da scoprire anche in provincia di Cuneo: negli oltre 220 piccoli comuni, vengono alla luce produzioni eccellenti: 11 delle quali DOP e IGP, partendo dal Castelmagno per arrivare ai vini del Roero e delle Langhe patrimonio dell’Unesco. 

I piccoli comuni nella nostra provincia rappresentano oltre l’89% del totale delle amministrazioni locali con indicativamente il 30% della popolazione.

Una rete diffusa e capillare, dove il senso di comunità si allea con l’appartenenza territoriale e la custodia di valori e cultura come quella del cibo e dei prodotti tipici – spiegano Delia Revelli presidente e Tino Arosio direttore di Coldiretti Cuneo –. Una meta riscoperta da un numero crescente di turisti che vanno alla ricerca del gusto, delle tradizioni locali e delle specialità culinarie.

Un importante patrimonio che la recente legge “salva borghi” tutela adesso anche dal punto di vista giuridico, riconoscendo il valore economico, sociale ed ambientale delle province italiane”.

c.s.

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